Juve, ecco perché Allegri è tranquillo

TORINO – Massimiliano Allegri , nel corso della conferenza stampa pre-Fiorentina, non si esalta per la vittoria sullo Zenit celebrata come la resurrezione bianconera. D’altra parte non si era depresso dopo averne perse due di seguito contro Sassuolo e Verona. Arrabbiato sì, moltissimo, ma depresso no. Perché?

L’analisi

Perché finora le sconfitte o i pareggi della Juventus sono arrivati in modo molto diverso, a volte per episodi, altre per circostanze, ma Allegri ha sempre notato un approccio buono alla partita («tranne a Verona», specifica) e ha sempre apprezzato la possibilità di poter vincere. A Udine la Juventus ha pareggiato per due follie di Szczesny; contro l’Empoli una Juventus un po’ scioccata dall’addio di CR7 aveva comunque avuto molte occasioni; contro il Napoli era scesa in campo senza cinque titolari (non arrivati in tempo dalle nazionali) ed era comunque passata in vantaggio prima di regalare un gol (ancora Szczesny) e farsene un altro (incornata di Kean nella propria porta); contro il Milan ha subito il gol del pareggio nel finale e comunque rimane l’unica squadra del campionato a non aver perso contro i rossoneri; contro il Sassuolo ha tirato moltissimo in porta, peccando di precisione, non di iniziativa; contro il Verona ha vissuto un primo tempo da incubo, imbambolata e succube dell’aggressione gialloblù, sfiorando comunque il pareggio nel finale.

La morale

Tutto bene insomma? Per nulla. Allegri è arrabbiato con una squadra che non riesce a rimanere concentrata per novanta minuti («Le nostre partite restano sempre troppo aperte, quelle della Juventus non devono essere così») e che deve migliorare la fase difensiva («Appena prendono la palla partono e vanno avanti, ma devono dare più disponibilità in fase di non possesso»), ma sa di avere giocatori di qualità, si fida della maturazione di Dybala, crede nel valore complessivo della rosa. Il problema di Allegri è farla crescere questa rosa e questa squadra. E lui stesso dice che ci arriverà: «Fra due settimane, un mese, due mesi…». Le vittorie, soprattutto quelle di Champions (4 su 4), parlano più chiaro delle sconfitte e parlano di una Juventus molto più bella e forte di quella di cui parla la classifica della Serie A. «Ma bisogna essere pratici e realistici», dice Allegri: «E quindi domani c’è da vincere».

Juventus: Allegri, che stoccata a Rabiot!

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Juventus: Allegri, che stoccata a Rabiot!

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