Juve, e se fosse meglio puntare su questo Rabiot anziché su Milinkovic? Il confronto

La crescita esponenziale del francese, confermata al Mondiale, mette in luce diversa le scelte sul futuro tra due giocatori con caratteristiche e livello tecnico differenti. Ma pesano anche l’integrazione con Pogba e l’aspetto economico

Un gol e un assist già dopo poco più di mezzora per ribaltare il match dopo un avvio che faceva temere uno scivolone analogo a quello dell’Argentina: Adrien Rabiot per questa Francia, tra le favorite del Mondiale, è essenziale non solo perché è uno dei pochi titolari rimasti del gruppo storico in un reparto decimato dalle assenze, ma anche per il rendimento con cui sta confermando sul massimo palcoscenico possibile il livello esibito negli ultimi mesi bianconeri. Nel periodo in cui la Juve studia l’assalto a Milinkovic-Savic, incredibilmente le prestazioni del francese hanno reso attuale chiedersi se oggi, soppesando tutti i fattori tecnici e anche economici, non sia meglio provare a confermare lui invece che inseguire il sogno del serbo.

GLI ANTICHI VIZI

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A spostare oggi i piatti della bilancia è la resa tecnica di Rabiot, al punto da mettere in luce diversa l’ingaggio extra-large che dal 2019 gli riconosce la Juve, e che fin qui era apparso ampiamente sovradimensionato. La madre di tutte le considerazioni nasce dal fatto che i sette milioni a salire dello stipendio del francese nascono dal fatto che arrivò alla Juve da svincolato, e dunque senza spese di cartellino. Abituato a chiudere le stagioni in crescendo dopo partenze molto lente che hanno da sempre indispettito i tifosi juventini, sulla base di vuoti di sceneggiatura nel modo di stare in campo di Rabiot considerato irritante, quest’anno invece “il Duca” ha esibito il meglio da subito.

LE NUOVE VIRTU’

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Alla nuova capacità di esibire con maggiore continuità le sue doti, a partire dal dinamismo, che è già un dato di fatto importante, adesso ha aggiunto un fattore decisivo: l’incisività in attacco. Il gol e l’assist alla prima partita del Mondiale fanno eco ai 5 gol segnati negli ultimi 40 giorni di Juve e del paio di assist nelle ultime due gare prima della sosta. E così cambia tutto. Non porta da nessuna parte ma è del tutto logico legare questa crescita ulteriore allo stimolo di chi è in scadenza di contratto e gioca per scrivere il proprio futuro alle cifre desiderate. Una lettura che rende legittimo interrogarsi su quale sia il vero Rabiot, o comunque quello che ci si troverebbe in casa la prossima stagione dopo aver firmato un nuovo contratto. Ma oggettivamente Rabiot oggi non è quello visto per gran parte degli ultimi tre anni.

IL CONFRONTO TECNICO

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Da qui lo spunto del confronto con Milinkovic-Savic, che da provocazione diventa motivo di riflessione se allargato alla questione tecnica e a quella economica. Il laziale e Rabiot sono due giocatori che occupano una posizione molto simile in campo, preferibilmente sul centro-sinistra che peraltro sarebbe terreno di caccia anche di Pogba, ma lo fanno con caratteristiche molto diverse. E per entrambi il ragionamento tecnico non può prescindere dal chiedersi chi dei due possa sposarsi meglio e formi l’asse migliore proprio con il Polpo. Restando solo in superficie di valutazioni complesse, Milinkovic fa eco alla qualità di Pogba, moltiplicandola in stereofonia in un’altra posizione della mediana, ma certo di fianco a loro due insieme servirebbe poi un equilibratore; Rabiot invece, con la controprova già nota di quanto visto in nazionale, si integra invece col Polpo con un’assonanza in termini di dinamismo e copertura.

IL CONFRONTO ECONOMICO

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Non è insomma questione di stabilire chi dei due sia il più forte o abbia la qualità tecnica migliore: difficile obiettare sul fatto che in termini individuali Milinkovic-Savic sia un giocatore dal tasso tecnico superiore. Questione di incastri e compatibilità, di quello che serve di più alla Juve. Ma anche una questione economica. Il francese si ritrova nella posizione di tre anni e mezzo fa in cui in scadenza può tenere alta l’asticella delle richieste d’ingaggio, e allo stato attuale chiama un contratto per il futuro da una decina di milioni annui (per inciso: oltre gli attuali parametri stipendiali bianconeri). Per il serbo ne bastano meno, la quotazione oggi si avvicina ai 6, ma ce ne vogliono una marea per acquistarlo: se non i 100 chiesti da Lotito, difficilmente meno di 70. Con la variabile della vetrina Mondiale, che potrebbe alzare ulteriormente il prezzo, e se non succedesse forse sarebbe peggio: potrebbe voler dire che forse Milinkovic non è da Juve. Anche il rendimento in Qatar avrà il suo peso: Rabiot ha fatto la prima mossa, adesso tocca a Sergej.

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