Juve, è la tua Champions La 2ª fascia aiuta il Napoli?

E se fosse la volta buona per la Juve? L’anno scorso era stato inevitabile indicare il Barcellona superfavorito, adesso la lista di pretendenti alla Champions si allarga necessariamente. Nel segno di un torneo che pare spaccato tra grandissime e piccolissime. C’è ancora il Barça di Messi, partito forte in Spagna e con una panchina più ricca. Il Real Madrid campione, mai dimenticato dalla buona sorte (come s’è visto in Supercoppa) e con Ronaldo caricato dall’Europeo. Il Bayern che, con Ancelotti, potrebbe trovare l’equilibrio di buon senso a volte mancato a Guardiola. E infine, non è un azzardo, la Juve. Che per solidità, esperienza recente e anche valore tecnico può farsi preferire ad Atletico, City e Psg.

JUVE TOP CLUB — Nella coppa dei dettagli – che dà e prende qualcosa in un secondo (vedi il pari del Bayern a un soffio dal fischio finale, negli ultimi ottavi) – la nuova Juve di Allegri, senza Pogba ma con Higuain, Pjanic, Pjaca, e un Dybala ormai fenomeno, ha tutto per sognare quel successo che manca dal 1996. Tante le variabili lungo il percorso, compresa la gestione della classifica del gruppo, ripensando al 2° posto che l’anno scorso significò Bayern. Oggi a Montecarlo si gioca la prima partita: il sorteggio. Ed è uno dei dettagli importanti. Ma la squadra c’è, ha una rosa allargata da fare due formazioni, una difesa che fino a giugno sembrava la più forte d’Europa e un attacco che può rivaleggiare con i tridenti di Real e Barça. Va decifrato il centrocampo, senza Pogba, in attesa di Matuidi, e con l’incognita del centrale: si adatterà Pjanic? Marchisio è meglio? O si dovrà passare a quattro?

PROSPETTIVE NAPOLI — La Juve parte comunque in prima fascia, da campione nazionale, e problemi del genere se li augurerebbe la Roma appena scaraventata fuori malamente. Il mercato bianconero, le belle imprese europee recenti, rischiano di offuscare l’altra italiana, il Napoli, con un profilo al momento meno europeo e senza più Higuain. Sarri è in seconda categoria ma non è detto sia uno svantaggio. Le quattro fasce, disegnate in base al ranking Uefa (dopo la prima per i campioni nazionali), possono giocare scherzi. Il Napoli potrebbe anche trovare il non impossibile Cska Mosca tra le teste di serie, uno tra Sporting e Bruges in terza fascia, e magari il Ludogorets in quarta: non superare il turno sarebbe colpevole. Soprattutto se, con i soldi di Higuain, arriveranno altri nomi di grandi prospettive come Diawara (davvero è costato solo 15 milioni? Complimenti). Allegri, pur da testa di serie, può rischiare Atletico Madrid, Tottenham e Borussia Moenchengladbach: il bello (brutto) del sorteggio. Che poi, non sembri un paradosso, è quello che succederà spesso con la Champions del futuro: meno Ludogorets e Legia, più tedesche, inglesi, spagnole, top club. Più soldi, quindi, ma anche qualificazioni meno facili.
ITALIA NO, ITALIA SÌ — Quantomeno non ci sarà più da preoccuparsi del ranking, visto che tra due anni le italiane saranno 4 fisse per diritto nazionale. L’abolizione dei playoff ci eviterà eliminazioni e spettacoli tipo quello della Roma, a un passo dai gruppi e invece ricacciata in Europa League dal Porto. Per il momento siamo dietro alle solite grandi nazioni – 4 club per Inghilterra, Germania e Spagna (che, pur avendo il Siviglia dall’Euroleague, ha perso il Villarreal) – ma anche dietro alle medie: Francia e Portogallo ne portano avanti 3. Sarà un bene per il market pool di Juve e Napoli, ma è un’altra botta al movimento italiano. In controtendenza, da anni ormai, solo il ruolo dei nostri tecnici: oltre ad Allegri e Sarri, oltre ad Ancelotti (Bayern) e Ranieri (Leicester), la «scuola» si sente in Guardiola (City), Simeone (Atletico) e, perché no, Zidane (Real). Il «padrino» della finale, a Cardiff il 3 giugno, è un altro ex, Ian Rush, guarda caso juventino. Tra i tecnici big mancano Conte e Mou, ma l’impressione è che tra un anno torneranno. Più complicato per Klopp con il suo Liverpool.
CHAMPIONS LIGA — Se fossimo in Zidane e Florentino un po’ ci preoccuperemmo: perché la Champions continua a confermare la maledizione del secondo anno. Nessuno ha mai vinto due volte di fila (l’ultimo il Milan nel 1990, ma era Coppa Campioni). Solo che, da un po’ di tempo, se non è il Real è il Barça, o viceversa, o il Siviglia: dal 2014 a oggi le spagnole hanno vinto 11 tornei su 11. Bestiale. Tre Champions (2 Real, 1 Barça), 3 Euroleague (3 Siviglia), 3 Supercoppe (2 Real e 1 Barça), 2 Mondiali per club (1 Real, 1 Barça). E indovinate il favorito per il prossimo Mondiale, finale il 18 dicembre in Giappone…

Dal nostro inviato Fabio Licari 

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