Juve di “corto muso”: magia di Cuadrado al 91’, k.o. i viola in 10

I bianconeri, finale a parte poco aggressivi, rischiano di impattare contro la Fiorentina con un uomo in meno (rosso a Milenkovic al 73’). Poi il colombiano si inventa un destro da favola

Per una gara da “bollino rosso” era lecito attendersi una Juve formato-marine. Invece una squadra compassata e ben poco assatanata fino a poco prima del finale infuocato rischia di terminare il match a reti inviolate contro una Fiorentina ridotta in 10 dopo l’espulsione di Milenkovic al 73′. Poi arriva l’invenzione di Cuadrado, un destro da posizione angolatissima deviato da Biraghi, che a tempo scaduto regala alla Juve i sospirati tre punti dopo che le ultime due gare di campionato avevano lasciato a secco la Signora. La Fiorentina fa di più e meglio, anche se la squadra di Italiano a sua volta non brilla per pericolosità. Per la Juve da registrare anche una traversa colpita da Chiesa. All’Allianz Stadium finisce 1-0, e la Juve aggancia in classifica la Fiorentina.

Rugani in campo dal 1’

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Due infortuni e due scelte tecniche alla fine decidono la formazione bianconera: Szczesny causa un colpo al costato, e Chiellini per un fastidio all’adduttore destro nel riscaldamento sono out. Allegri aveva già deciso di dare un turno di riposo a Bonucci, finora il più impiegato, e a Bernardeschi, quindi alla fine giocano Perin, Rugani al fianco di De Ligt, e Rabiot sulla sinistra. La Fiorentina schiera un intraprendente 4-3-3 con Vlahovic fra Callejon e Saponara, mentre deve rinunciare fra gli altri a Dragowski. Un dettaglio non da poco, visto che Terracciano in uno scontro con De Ligt dopo un quarto d’ora si infortuna a un occhio e trascorre la successiva mezz’ora a detta sua senza vederci dall’occhio destro, molto arrossato. Ma resiste, e la Juve non riesce ad approfittarne. I viola giocano alti, pressando e minacciando da vicino Perin. La Juve contiene e riparte ma senza pungere, collezionando al termine dei primi 45’ giusto un paio di conclusioni fuori dallo specchio, nonostante Chiesa giostri alto e McKennie si inserisca con buona puntualità. La Fiorentina sotto rete non fa molto meglio – con Saponara e Callejon che sbagliano mira e Perin che smanaccia in anticipo su Castrovilli – ma mostra una miglior organizzazione, oltre che maggiore intraprendenza. A tempo scaduto un “mani” di Danilo viene valutato dal Var come regolare, e la prima frazione termina sullo 0-0.

Cuadrado match winner

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La ripresa si apre con Pellegrini in campo al posto di Alex Sandro, ma soprattutto con l’azione più pericolosa della gara fin qui: Morata cerca di domare un pallone in area, Milenkovic tocca forse di mano, lo spagnolo colpisce al volo di sinistro e sfiora la base del palo alla destra di Terracciano. Ma è un fuoco di paglia, poi la gara torna sui binari già visti, con la Fiorentina che imposta e la Juve che intercetta qualche pallone e si riversa in avanti, senza peraltro creare grandi pericoli. Il ritmo cala, la Fiorentina stessa dà priorità al possesso palla, mentre la Juve non trova né il collettivo né l’acuto e la partita si fa di una stagnante mediocrità. All’espulsione del secondo allenatore Daniel Niccolini fa seguito quella di Milenkivic, per doppia ammonizione. E’ il minuto 73’, può essere la svolta. La sfiora Chiesa tre minuti più tardi, colpendo la traversa con un destro di rabbia e potenza. Poi prova a darla Allegri, inserendo Cuadrado al posto di Rabiot, al minuto 79. E ancora una volta l’allenatore avrà ragione, anche se il cambio appare tardivo. Dopo un intervento decisivo di Terracciano su Chiesa, è infatti il colombiano a decidere il match, con un destro da posizione angolatissima deviato da Biraghi. E’ il 91’. Arrivano i tre punti, ma anche la conferma che la Juve ha ancora tantissima strada da percorrere per trasformarsi anche in campionato in una squadra “europea”.

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