Juve da rifare, sarà epurazione: ecco i senatori che saranno scaricati

«Il 13 novembre dovremo essere tra le prime quattro della classifica per giocarci lo scudetto da gennaio in poi e dovremo aver passato il turno in Champions League». Era la vigilia di Ferragosto, il giorno prima del debutto in campionato con il Sassuolo, e Massimiliano Allegri disegnò così gli orizzonti della sua Juve per la prima parte di quella che, nei propositi, avrebbe dovuto essere la stagione del riscatto dopo gli zero titoli di quella passata. Ebbene non siamo neanche alla sosta per il torneo in Qatar, e la Juve ha già fallito il primo traguardo: fuori dalla Champions senza scusanti e con un cammino da provinciale d’Europa. Gli ottavi erano il minimo sindacale nella programmazione del club ma sono sfumati e, con essi, almeno 30 milioni di ulteriori ricavi. Non solo: la squadra di Allegri è ottava in campionato, a -10 dalla vetta e a -5 dal quarto posto. Anche il secondo obiettivo, insomma, è già compromesso.

Caro Allegri, ecco perché la Juve fuori dalla Champions è un fallimento

Fallimento

Se non è fallimento questo, è qualcosa che certo molto gli assomiglia, anche se Max non lo ritiene tale. Certo è che ora la notte di Lisbona cambia il futuro, a breve e a medio termine. Perché adesso la stagione necessariamente cambia per i bianconeri. C’è ancora la possibilità – tutta da conquistare con il Paris Saint Germain, peraltro – del paracadute chiamato Europa League. Un’arma a doppio taglio, in ogni caso per “questa” Juve. La coppa potrebbe diventare un obiettivo per dare un senso alla stagione: vincerla darebbe certamente prestigio, un minimo di ossigeno in termini di ricavi e permetterebbe di rientrare dalla finestra nella prossima Champions League in caso di mancato quarto posto. Ma potrebbe anche nascondere rischi di nuove figuracce per una squadra capace di perdere contro qualsiasi avversario e che non dà mai garanzie di continuità. L’Europa League prevede un turno in più rispetto alla coppa regina e avversarie comunque di alto profilo e, giocandosi di giovedì, può togliere energie preziose per la corsa in campionato.

Iling-Junior è una stella nel fallimento

Iling Junior, il baby della Juve che ha salvato la faccia ad Allegri: ecco chi è

Guarda la gallery

Iling Junior, il baby della Juve che ha salvato la faccia ad Allegri: ecco chi è

Con chi

Serve l’ennesima svolta, insomma, e il cammino di oggi influirà certamente sulle scelte di domani. La posizione di Allegri torna sotto la lente, nonostante il presidente Agnelli lo abbia blindato. La pausa del Mondiale resta comunque uno snodo fondamentale perché, se la caduta libera dovesse proseguire, sarebbe l’ultima chance per tentare di salvare il salvabile, con circa due mesi a disposizione per avviare un nuovo progetto. Altrimenti le riflessioni si sposteranno a fine stagione: come potrebbe salvarsi, Max, con una stagione fallimentare, nonostante il contratto fino al 2025? Capitolo squadra: da chi ripartire? Bonucci è sul viale del tramonto e, con lui, Cuadrado, Alex Sandro, De Sciglio, Rugani. Il colombiano e il brasiliano andranno in scadenza a giugno e difficilmente faranno parte del futuro. Così come Di Maria, che ha un solo anno di contratto e chissà se saluterà già a gennaio… McKennie e Rabiot (altro in scadenza a giugno) ha mercato e potrebbe essere sacrificato; stesso discorso per Kean, mai convincente. L’unico spiraglio di luce e di speranza arriva dai giovani: Iling-Junior, Miretti, Soulè hanno guidato la riscossa a Lisbona e con Fagioli e Akè devono (dovrebbero) essere il polmone verde del futuro. Le basi di oggi e di domani saranno Vlahovic, Bremer, Kostic, Danilo, Locatelli, Szczesny, Perin, i rientranti Pogba e Chiesa, più Milik e forse Paredes, entrambi da riscattare. Il futuro è ricco di incognite, promette addii eccellenti e impone scelte drastiche. Servono risultati prima della rifondazione. O è già troppo tardi?

Abisso Juve, col Benfica record negativi e addio alla Champions

Guarda il video

Abisso Juve, col Benfica record negativi e addio alla Champions

Iscriviti al Fantacampionato del Corriere dello Sport: Mister Calcio CUP

Precedente L'ovazione di San Siro, i baci al figlio, il grande gol: Lukaku, quante emozioni! Successivo L'incredibile statistica di Diego e Giovanni Simeone: l'emozione del Cholito