Juve, da Malmoe a Malmoe: 10 punti nei precedenti 5 debutti europei di Max

Una doppietta argentina decise l’esordio in Champions nella prima stagione con Allegri in panchina, contro la stessa avversaria di domani. E Morata fu decisivo nella prima della stagione successiva

Sarà la Champions a fare ritrovare idee e coraggio? Naturalmente è quello che Allegri e l’ambiente bianconero si augurano, dopo un avvio tanto incerto in campionato, con un punto in 3 gare. E la cabala pare voler dare una pacca di incoraggiamento sulle spalle juventine: il Malmoe, avversario dell’esordio in Champions in questa stagione, con match in programma domani sera alle 21 in Svezia, è stato anche la rampa di lancio europea della prima Juve di Allegri, stagione 2014-15. Il debutto europeo non avrebbe potuto essere migliore, con Tevez a blindare la gara in un 2-0 che a fine stagione proiettò la Juve in finale, grazie anche ai 7 gol dell’argentino nella competizione. Nella ‘bella’ contro il Barcellona non bastò però un gol di Morata e i catalani si imposero 3-1.

10 punti in 5 gare

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Ma l’intero quinquennio allegriano-bianconero è un inno alla gioia europea, almeno nel giorno del debutto: alla vittoria casalinga sugli svedesi al primo anno aveva fatto seguito un rutilante 2-1 a Manchester contro il City l’anno successivo. Di Mandzukic e Morata i gol bianconeri, cui seguì una deludente esclusione agli ottavi, nel prosieguo della competizione. Annata 2016-17, la Juve battezza la Champions con uno 0-0 casalingo contro il Siviglia. Sarà poi il Real ad annientare il sogno bianconero, in finale, con anche una doppietta di Ronaldo su sponda spagnola. Contro il Barcellona nella stagione successiva l’unico esordio con sconfitta (3-0) per la Juve, che alla fine venne eliminata ai quarti. Di opposto segno il quinto ed ultimo debutto allegriano, ancora in salsa spagnola: 2-0 a Valencia, con doppietta di Pjanic. Totale: 10 punti in 5 gare.

Dal desiderio alla necessità

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Max Allegri, nella conferenza stampa di presentazione, l’aveva definita “un desiderio”. Ora, alla luce dei recenti risultati, la Champions League rappresenta qualcosa di più. Ossia un’occasione di resettare quanto fatto finora, di riscatto e di ripartenza. Su una nuova giostra, per una nuova storia. La sfida col Malmoe, nell’unico doppio precedente del 2014-15 è un precedente benaugurante (doppia vittoria juventina) ma nulla più: il presente è di una squadra più rodata, che terminerà la sua stagione in dicembre, e che da padrona di casa affronta una Juve ansimante, in debito di punti, condizione e autostima. Ma anche vogliosa di dimostrare che sa guardare avanti e che non vede l’ora di togliersi di dosso la zavorra di un avvio troppo brutto per essere vero.

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