Juve, confronto Giuntoli-Kean: nessuna multa per l’attaccante dopo le tensioni col Verona

Non è piaciuta l’uscita polemica al momento della sostituzione contro l’Hellas, ma il chiarimento fra l’azzurro e il dirigente ha appianato la situazione, senza conseguenze

Giovanni Albanese

1 novembre – MILANO

Faccia a faccia significativo tra Moise Kean e Cristiano Giuntoli, in un summit cui ha preso parte anche Marco Landucci, il vice di Max Allegri. Quasi un patto per la Juve: tutti sostengono l’attaccante in questo momento di forma e di poca fortuna per le tante reti annullate ultimamente, ma l’uscita dal campo polemica di sabato scorso nei confronti dell’allenatore – durante la sostituzione nel match contro l’Hellas Verona – non è piaciuta: e gli è stato fatto presente. Un confronto sano, significativo: utile a chiarire proprio quella reazione evitabile. 

CONFRONTO

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Dopo le due reti annullate, Kean era apparso piuttosto nervoso. Tanto che aveva rimediato un cartellino giallo per un gesto scomposto nei confronti dell’arbitro. Da qui la decisione di Allegri di toglierlo dal campo subito dopo: tutto il pubblico dello Stadium in piedi per applaudire la sua prestazione, ma ancora un gesto di disappunto del calciatore. Con quei “perché?” verso la panchina e andando dritto negli spogliatoi (salvo poi rientrare, convinto da Pinsoglio) rischiava di far passare in secondo piano la sua prova: tra le migliori fino a quel momento del match. La Juve crede fortemente nel giocatore, l’allenatore – come gli ha ribadito Landucci – vuole puntarci, ma dal diretto interessato serve anche pieno rispetto delle scelte tecniche. 

PATTO PER LA JUVE

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Moise Kean sta vivendo un ottimo momento di forma. Tra il derby e il Verona si è visto annullare tre reti: è l’unico attaccante della Juve che ufficialmente non ha ancora fatto gol quest’anno. Ma è cresciuto molto rispetto al passato e ora appare decisamente più maturo. Allegri lo lanciò giovanissimo: fu il primo classe 2000 a debuttare in Serie A, prima di fare una serie d’esperienze in giro tra Italia ed estero. Sul ritorno alla Juve incise la volontà del calciatore di ritrovare il tecnico che lo aveva lanciato e dello stesso allenatore che ha sempre creduto nel potenziale del ragazzo, tra l’altro cresciuto nel club sin dall’età di 9 anni. Qualche volta Kean ha rimediato qualche provvedimento disciplinare, non stavolta: è bastato un confronto maturo con Giuntoli e Landucci.

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