Juve, Cabrini vota Alex Sandro: “Ha sempre fatto il suo. I terzini di una volta non ci sono più…”

L’ex star bianconera: “Non serve fare 200 cross a partita, bastano quelli giusti. Potenzierei il centrocampo, e darei a Vlahovic le spalle giuste…”

Valerio Clari

29 maggio – Milano

Per oltre un decennio pensavi a un terzino sinistro e ti veniva in mente lui, Antonio Cabrini. Pensavi alla Juventus e ancora uno dei primi simboli era lui. Pensavi a un vincente e contavi i suoi sei scudetti, la totalità delle coppe europee e un Mondiale in aggiunta. La Juventus di oggi, come quasi tutte le squadre degli ultimi trent’anni, avrebbe un gran bisogno di un “Antonio Cabrini” a cui affidare la fascia sinistra. In realtà va bene anche meno, ma la situazione attuale, all’inizio del mercato, non è sufficiente.

Cabrini, la Juventus al momento potrebbe contare solo su Alex Sandro, che ha mostrato qualche segno di cedimento. C’è da preoccuparsi?

“Per me Alex Sandro ha sempre fatto il suo, in quel ruolo, anche quest’anno. Poi certo, negli anni si è dovuto un po’ adattare per fare il terzino puro, perché la sua tendenza è sempre stata quella di occuparsi di più della metà campo offensiva, rispetto a quella difensiva”.

Ecco, alla Juve servirebbe anche un laterale in grado di fornire palloni a Vlahovic, no?

“Certo, bisogna mettere gli attaccanti in occasione di segnare, ma questo non vuol dire che serva snaturare il gioco o fare duecento cross a partita. Basta fare quelli giusti”.

Meglio un giovane in fase ascendente come Udogie o una certezza meno dirompente come Emerson Palmieri?

“Bisogna capire che tipo di gioco e di squadra si ha a disposizione, se serve di più un elemento esperto che possa dare certezze immediate o se c’è lo spazio per aspettare e far crescere un giovane”.

Potendo scegliere, quale laterale sinistro vorrebbe alla Juve? Chi è il miglior interprete del ruolo?

“La scuola dei terzini fluidificanti è un po’ sparita nell’ultimo decennio, perché ci sono stati anni in cui si giocava meno sulle fasce laterali. Adesso si è tornati a dare importanza a quella zona del campo, ma spesso vengono adattati giocatori che o sono prevalentemente attaccanti, o difensori puri. L’Italia aveva una grande tradizione di giocatori che sapevano farle entrambe, ma molti allenatori hanno cominciato ad accentrare il gioco, a cambiare il modulo e a non insegnare più quelle basi. Ora spesso ci si improvvisa”.

Torniamo alla Juve. Quali sono i settori in cui c’è più necessità di intervenire?

“C’è bisogno di potenziare soprattutto il centrocampo, magari inserendo qualche uomo con i piedi buoni, ma anche in attacco non si può pensare che faccia tutto Vlahovic, che in fondo è un ragazzo. Servono spalle adeguate, soprattutto se la Juve vuole tornare a primeggiare sia in Italia che in campo internazionale”.

Allegri vuole aggiungere anche giocatori pronti e vincenti…

“Servono giocatori anche di nome importante, come Pogba, o Di Maria: non si può fare a meno dell’esperienza”.

A proposito di esperienza, quanto mancherà quella di Chiellini?

“In difesa bisogna migliorarsi, nell’ultima stagione ho visto disattenzioni importanti che hanno creato più di un problema”.

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