Juve, bordate di Cobolli Gigli: “Scudetto impossibile. Nedved? Uno scalmanato”

L’ex presidente della Juve, Gianni Cobolli Gigli, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla dirigenza e sui giocatori

E’ crisi nera in casa Juve, dopo la seconda sconfitta consecutiva rimediata contro il Verona che, ha ridimensionato totalmente la stagione dei bianconeri. I ragazzi guidati da Max Allegri infatti, hanno totalizzato appena 15 punti nelle prime 11 uscite stagionali e sono obbligati a cambiare questi dati quanto prima, per non andare incontro ad una stagione che potrebbe rivelarsi disastrosa.

Sull’attuale momento che sta vivendo la Vecchia Signora è intervenuto anche l’ex presidente del club piemontese Giovanni CobolliGigli, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di 1 Station Radio, in cui è stato molto duro nei confronti della società e di Pavel Nedved in particolar modo.

SULLA JUVE – “Non c’è alcuna possibilità di vincere lo Scudetto, quest’anno. Poche, invece, sono le chance di arrivare tra le prime quattro: per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe iniziare a giocare in campionato come in Champions League, dove credo che ci sia qualche speranza in più di fare bene. Non vorrei esagerare parlando di senso di onnipotenza dopo i nove titoli vinti, ma è certo che ci sono varie componenti dirigenziali che sono estremamente sopravvalutate. Andre Agnelli avrebbe avuto bisogno di dirigenti meno servili, in grado di portarlo a fare riflessioni e valutazioni. I risultati non danno ragione ad Allegri, in particolare le ultime due partite. Abbiamo venduto Pjanic perché veniva accusato di giocare troppo in orizzontale, e lo abbiamo sostituito con Arthur che sabato ha fatto lo stesso, propiziando il gol degli avversari. Il brasiliano non vale i settanta milioni che è stato pagato, tant’è vero che questa operazione è finita nel mirino della Covisoc”.

SU NEDVED – “Nella Juve non c’è più il senso dello stile juventino, non c’è gente del calibro di Del Piero, Nedved è stato un pallone d’oro ed un campione di calcio, ma non ha le caratteristiche per fare il vicepresidente, non ha lo stile, non può stare in tribuna a fare lo scalmanato. Perché John Elkann non sostituisce Andrea Agnelli? Il primo ha il 40% del gruppo, il secondo il 10%: non si cambia per una questione di equilibri interni”.

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