Juve, Boniek: “Alla Roma serve una grande prestazione”

TORINO – Il doppio ex Zbigniew Boniek ha parlato ai microfoni di 90 FM di New Sound Level in vista della prossima sfida tra Juve e Roma al rientro dopo la sosta: “Giocare contro la Juve a Torino è sempre difficile per tutti, è una squadra pericolosa che si sta risollevando, ha tanti giocatori che sono molto bravi, ma la Roma ha bisogno di tirare fuori una grande prestazione in questo stadio. Noi abbiamo una squadra molto interessante con grande potenziale, ma pecchiamo ancora di concentrazione, vogliamo il bel gioco ma non dobbiamo mai dimenticare la concentrazione e l’attenzione soprattutto in fase difensiva“.

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Il passato giallorosso

Senza nascondere una preferenza per i colori giallorossi, Boniek ha poi aggiunto il suo ricordo più bello legato a questo match: “Quello che ricordo con più piacere è stato quando sono arrivato a Roma da Torino e abbiamo vinto lì 3-0 dopo una partita straordinaria e Pruzzo ha fatto quella rovesciata. Poi un’altra partita è quella con gol di Falcao, quando giocavo nella Juve e abbiamo vinto 2-1 all’Olimpico, l’anno dello scudetto della Roma. E anche quella col gol di Nakata, Roma Juve è sempre una partita fantastica ed emozionantissima“. Il polacco ha anche parlato di quando nel 1982 si trasferì alla Juve pur essendo stato a un passo dalla Roma: “Io avevo firmato tutto con la Roma nell’82, ma il problema era che la Roma non aveva potuto pagare il trasferimento in una sola rata e in Polonia non erano disposti a dilazionare il pagamento. Allora si è inserita la Juventus e io ho chiamato il signor Viola e gli ho spiegato le problematiche e gli ho anche promesso che entro tre anni, non appena la Roma avesse avuto disponibilità economica, sarei venuto a Roma, anche se poi a Torino sono stato benissimo“.

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Calendario intasato

Più in generale, poi, è stato affrontato l’argomento delle tante partite ravvicinate: “Il problema del calcio è molto complesso perché tutti si lamentano che si gioca troppo e poi costruiscono tutto intorno alla differenziazione degli orari, vogliono anticipi e posticipi per guadagnare di più da ogni partita. Poi i giocatori guadagnano talmente tanto che le società hanno bisogno di soldi per pagarli e per ottenere questi soldi bisogna giocare. Fino a che Fifa e Uefa non si mettono al tavolo e decidono una rivoluzione dei campionati e delle competizioni internazionali sarà dura invertire questa tendenza. I tifosi già si sono stancati perché è diventato un business che non li considera, è difficile persino fare un abbonamento perché non si sa nemmeno quando gioca la squadra. I valori che portano i tifosi dovrebbero essere il fondamento dello sport ma ormai è ritenuto un fattore secondario. Ci sono delle problematiche che vanno affrontate, si parla addirittura di far giocare le final four nella parte finale della Champions League e questo farebbe aumentare ancora di più le spese per i tifosi”.

Pallone d’oro e Napoli

C’è anche modo di affrontare il tema Pallone d’Oro, per il quale Boniek ha una preferenza per il connazionale Lewandowski: “Io credo che quest’anno sarebbe giusto premiare Robert perché l’anno scorso con la sospensione del pallone d’oro non ha potuto riceverlo. Io credo che alla fine il Pallone d’Oro lo vincerà messi per una questione di Business, dopo aver vinto la Copa America e per la sua forza. Sono convinto però che il Pallone d’Oro debba andare a uno dei due giocatori italiani, Donnarumma e Jorginho. Se Jorginho avesse messo dentro il rigore decisivo non ci sarebbe stata storia per nessuno, ma poi è stato Donnarumma a dare la vittoria“. Infine una battuta sul Napoli di Spalletti: “Spalletti secondo me è l’allenatore giusto per la piazza napoletana, hanno tutto per puntare a vincere, hanno una squadra equilibrata e di qualità e credo che Spalletti possa dargli quella continuità che è così difficile da trovare in piazze come Roma e Napoli per l’entusiasmo trascinante della gente. Secondo me per lo scudetto le favorite sono Inter e Napoli“.

Pallone d'Oro: tra i favoriti c'è Jorginho

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