Juve, a Villar Perosa l’amichevole delle domande

A metà agosto salivamo in val Chisone, gli occhi in su, a scrutare il cielo per vedere se l’elicottero dell’Avvocato per caso volteggiasse sulle nostre teste e poi scendesse giù, tra i mortali. Quando veniva lui, caro lei. C’era un senso nel senso di questo vernissage estivo, nascosto nel rumore di quei rotori. Juventus A-Juventus B, Juventus-Juventus primavera, Juventus-Juventus U23. L’abbiamo chiamata in tanti modi, ma l’amichevole in famiglia (bianconera) di Villar Perosa ha sempre avuto un senso preciso: abbraccio (con i tifosi) e viatico (per la nuova stagione). Era un evento nazionalbianconeropopolare, alto e basso, dove tutti si stringevano, dirigenti, giocatori, fans, molliche e zanzare, per darsi la spinta verso una nuova avventura. Senso di appartenenza e appartenenza a una storia. Non c’è più l’Avvocato a rendere l’attesa snervante e, con il suo arrivo, la concitazione massima e il lavoro travolgente, ma resta il senso dell’attesa, questo, addirittura, ingigantito dalle recenti vicende bianconere. Ogni tanto, attorno al paese degli Agnelli e alla sua partita, giravano voci di cancellazione (della partita non del paese), ma gli eredi hanno mantenuto sempre fede alla tradizione. Andrea Agnelli conserva nel suo ufficio una foto di bambino con suo padre Umberto, lassù nella val Chisone.

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Gli Agnelli dell’ultima generazione, che portino questo cognome o no, hanno compreso che Villar Perosa è il luogo delle domande. Nell’ultima esibizione pre-covid, la vigilia di Ferragosto del 2019, Madama regnava indiscussa, Ronaldo era il suo profeta e Maurizio Sarri la scommessa di una via nuova al successo, meno “juventina” e più europea. Tre anni dopo si riparte dalla prima stagione senza titoli dal 2012, dal ritorno a Max Allegri passando attraverso Sarri e l’esperimento Andrea Pirlo, dall’addio di CR7, di Dybala, di Chiellini, di de Ligt. Insomma, là, sul prato della val Chisone ci si stringe per darsi risposte che risultano difficili da trovare. Un tempo era più facile, ci si accaldava in una specie di panchina allargata addossati a quella ufficiale dove Gianni Agnelli sedeva con l’allenatore di turno, seguendo le evoluzioni dei giocatori sul prato assolato (quasi sempre, ma a volte pioveva) al centro della val Chisone. Ai vecchi tempi i giornalisti potevano andare dappertutto ma la sala stampa non c’era, adesso sono chiusi in un recinto ma c’è la sala stampa. Un tempo c’era l’Avvocato a rispondere. Adesso gli interrogativi metterebbero in difficoltà anche lui. Paul Pogba ha deciso di non operarsi e non si sa quanto questa scelta sia buona per lui e per la Juventus; il club che aveva cominciato baldanzoso il mercato ora arranca, in più di un settore. Manca un mese al termine delle operazioni, ma tra una settimana parte il campionato più pazzo della storia. Tra sfortuna e difficoltà di programmazione, Madama ritrova una certezza: l’abbraccio di Villar Perosa. Si parte da qui, dal bagno di folla (prezzi permettendo) in Val Chisone, ancora una volta, per provare a darsi quella spinta. 

Juve, Pogba non si opera

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