Jarrod Bowen, dall’idolo Beckham al West Ham delle meraviglie

Il West Ham è la risposta alle incoerenze e alle bocciature frettolose del calcio, agli eccessi di un sistema che ha poca pazienza e non aspetta. Ha saputo rivalutare un allenatore e diversi giocatori che erano stati dimenticati in un angolo. E’ l’altra faccia della Premier: nella scorsa stagione si è qualificato per l’Europa League e ora, dopo dieci giornate, è quarto in classifica con venti punti, gli stessi del Manchester City e sei in meno del Chelsea che ha vinto la Champions.

IL RISCATTO – È guidato da un tecnico scozzese, David Moyes, che Alex Ferguson aveva scelto nel 2013 come suo erede nel Manchester United. Ma a Old Trafford è durato dieci mesi: la famiglia Glazer, proprietaria del club, lo ha fatto uscire da una porta di servizio. Ma dopo Moyes non sono riusciti a conquistare il titolo neppure Giggs, Van Gaal, Mourinho e Solskjaer. Nel West Ham, grande rivelazione del campionato, sono tante le storie che somigliano a quella di Moyes. La coppia centrale, in difesa, è formata da Zouma (considerato un esubero, solo un costo, dal Chelsea) e Ogbonna, uscito presto anche dai radar della Serie A e dei ct che hanno diretto in questi anni la Nazionale. Poi c’è Soucek, pescato nello Slavia Praga e diventato il centrocampista che ha segnato di più – dal 2020 a oggi – in Premier: undici gol, meglio di De Bruyne.

IL FALSO NUEVE – Un West Ham che piace e diverte, disegnato con un 4–2-3-1. Ruota intorno a un falso nueve, il giamaicano Michael Antonio, che sembrava – prima dell’arrivo di Moyes sulla panchina degli Hammers – un fantasista dal ruolo indefinito per i canoni del calcio moderno, un biglietto della lotteria per i minuti finali. Adesso sta facendo la differenza: dieci gol nello scorso campionato e sei finora. Un West Ham robusto  e maturo, sublimato dalle geometrie di Declan Rice, ventidue anni, regista-mediano, stimato da Guardiola e Klopp: visione di gioco, ritmo, tempi di inserimento. Costa settanta milioni, è il presente e il futuro dell’Inghilterra. Perfetta l’intesa creata con lo spagnolo Fornals, ex Malaga e Villarreal, corsa e dinamismo, ma anche gestione del pallone.

IL NUOVO GIOIELLO – In questa squadra che sta rovesciando gerarchie e pronostici, Moyes ha saputo lanciare anche un altro giovane di valore, Jarrod Bowen, ventiquattro anni, ala destra, passaporto inglese, dribbling e velocità, uno degli anelli del 4-2-3-1. Da bambino era tifoso del Manchester United e aveva un idolo: David Beckham. Il West Ham lo ha acquistato il 31 gennaio del 2020. Bowen giocava in Championship con la maglia dell’Hull City. E’ cresciuto nell’Hereford, dopo la delusione per i provini andati male con l’Aston Villa e il Cardiff. In Premier si è imposto: le big lo avevano sottovalutato, gli Hammers hanno intuito in anticipo le sue potenzialità. Otto gol nello scorso campionato, altri due in queste prime dieci giornate. Maglia numero 20, un metro e 82, è nato il 20 dicembre del 1996 a Leominster. Ha un contratto fino al 2025, è costato ventidue milioni di sterline e il ct Southgate sta pensando di convocarlo.

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