Italiano, lascia cantare il Gallo: Bellotti ha già conquistato tutti

Visto, preso, subito convocato e subito poi in campo, titolare: è un aggiornamento continuo quello che riguarda Andrea Belotti e che molto dice del modo in cui è entrato nel gruppo viola e insieme della considerazione guadagnata in pochi giorni. In questo caso specifico, considerazione di Vincenzo Italiano che, se nulla cambia tra oggi e domani, punterà sul centravanti ex Roma domenica contro il Frosinone. Titolare appunto. E da qui l’aggiornamento di cui sopra, tanto veloce quanto indicativo.

Soluzione ai problemi

Giusto una settimana fa Belotti era a Lecce insieme ai nuovi compagni dove, con un solo allenamento del giorno precedente infilato nel bagaglio, avrebbe debuttato in maglia viola sostituendo Bonaventura dal primo del secondo tempo: quarantacinque minuti contraddistinti dalla traversa colpita che ancora grida “vendetta” per non aver cambiato il corso della partita altrimenti sì che il suo impatto sul mondo Fiorentina sarebbe stato clamorosamente super, nonché dal duello aereo perso con Piccoli in fase difensiva nel 2-2 dei giallorossi, di sicuro anche un po’ sorpreso dall’assist al contrario di Nzola. Quarantacinque minuti al volo e comunque non banali, ai quali va aggiunta una settimana intera di allenamenti dentro la squadra e che porta al punto di partenza: Italiano si affida al “Gallo” per trovare finalmente la soluzione ideale ai problemi realizzativi, spesso causa dei mancati risultati. Un tentativo, un altro, mirando deciso sull’unico innesto in attacco che è arrivato dal mercato. Una scommessa, anche, e questo lo sanno tutti i protagonisti, considerando che Belotti ha all’attivo appena tre gol in campionato e l’ultimo risale addirittura all’8 ottobre. Quattro mesi fa.

Fino a centonove

Ma è un numero ben differente, a tre cifre, a dare forza alla scelta che il tecnico siciliano ha in canna: 109. Come i gol segnati dall’attaccante lombardo in Serie A e quando una supera la fatidica e significativa soglia dei 100 ha in automatico un credito di cui godere. Non importa se poi c’è stato tutto il resto, se ci sono state pause e stagioni in chiaroscuro, anzi più in scuro che chiaro, e quella attuale non fa eccezione seppur da contestualizzare bene per più ragioni. O, meglio, importa, ma meno rispetto a quello che è stato in un passato ricco e opulento, e compreso tutto ciò che Belotti si è portato dietro da Roma con un peso specifico altrettanto consistente: entusiasmo, spirito di riscatto, determinazione a sfruttare questi quattro mesi a Firenze per il rilancio personale che poi sarebbe – in automatico questo no, però con ottime probabilità di diventarlo – il rilancio della Fiorentina. Se la Fiorentina l’ha scelto e se Italiano si è speso in belle parole, è per la fiducia che hanno nei suoi confronti. 

Franchi e cabala

Diciamo allora che il Lecce è stata un po’ una prova generale per ovvi motivi legati a modi e tempi, e il Frosinone diventa il primo esame da affrontare per prendersi il mondo Fiorentina con la forza e i risultati che tutti si augurano: Belotti, Italiano, club e tifosi. Senza aspettative ai livelli più alti per non aumentare poi la delusione se dovessero andare disattese, ma buone aspettative rimangono, sempre ripensando al “Gallo” che è stato e che vorrebbe essere di nuovo. Per il debutto dall’inizio poi cambia lo scenario, che diventa lo stadio “Franchi” e il muro dei tifosi viola, due elementi essenziali per ambire a un ruolo da protagonista. E allora già che c’è Belotti ci mette anche la cabala: tre precedenti personali contro il Frosinone e tre vittorie con ben quattro gol all’attivo, al Torino. Sì, ormai piuttosto lontani, ma adesso serve tutto.


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