Italia, risiko dei bomber: c'è Kean in risalita

Il guaio è che si torna sempre lì: alla difficoltà di tradurre in gol l’enorme mole di lavoro e di passaggi piazzati in faccia agli avversari. Alla difficoltà, in definitiva, di segnare: non un dettaglio, nel gioco del pallone. Un problema antico almeno quanto la gestione di Roberto Mancini che, non a caso, è ancora alla ricerca di un interprete “intangibile” del ruolo di centravanti. Nelle gare precedenti l’Europeo, il ct aveva adottato la logica della “staffetta” tra Ciro Immobile e Andrea Belotti, ma nella fase finale della competizione è stato l’attaccante laziale a godere di maggiore spazio anche in conseguenza di una condizione fisica approssimativa del collega (e amico) granata. Il fatto è, però, che nessuno dei due soddisfa appieno le aspirazioni tattiche ed estetiche di Mancini e, in definitiva, non garantiscono l’adeguata concretezza in zona gol nei momenti in cui la gara è bloccata. 

Italia, da Kean a Locatelli: quanta Juve in azzurro!

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Italia, da Kean a Locatelli: quanta Juve in azzurro!

(…) Inutile girarci attorno: con un rispetto eccezionale (e doveroso) nei confronti dei due attaccanti che lo hanno accompagnato in cima all’Europa, Mancini cerca comunque delle alternative. (…) La strategia manciniana è indirizzata verso un’idea di futuro, tanto è vero che la sorpresa dell’Europeo è stata la convocazione di Raspadori, 21enne in cui il ct intravvede colui che sa abbinare la freddezza sotto rete alla capacità di dialogare con esterni e centrocampisti per favorirne l’inserimento alla conclusione. Lo ha mandato nella mischia contro la Bulgaria nel finale, sperando evidentemente in qualche guizzo che mandasse in confusione i marcantoni bulgari. Niente da fare, e forse contro quella solidità sarebbe servita anche la potenza fisica di Gianluca Scamacca: 1 metro e 95 centimetri di stazza sorretta da piedi sufficientemente educati. Il ct ha benedetto la sua prima convocazione con una frase per nulla banale: «Ha caratteristiche diverse dagli altri attaccanti, può diventare importante per il futuro della Nazionale ». La speranza sarebbe di veder sbocciare in lui un “nuovo Vieri”: un attaccante potente negli spazi e al contempo rapido in area sui “palloni sporchi”. quelli che, da tradizione di questo ciclo, non sono nelle grazie degli azzurri, affascinati invece dal gol strappa-applausi. La ricerca del nuovo bomber azzurro, dunque, continua e non è escluso che in riva al Reno si assista al colpo di teatro di Mancini: il rilancio di Moise Kean, “tagliato” all’ultimo dalla lista dei 26 e riconvocato ora, in mezzo alla temperie di mercato che lo ha riportato alla Juventus. Il ct lo apprezza da sempre perché abbina “fisico” a rapidità oltre a possedere un istintivo fiuto del gol. C’è anche lui nel movimento al centro dell’attacco azzurro.

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Bonucci:"Blocco Juve in nazionale"

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