Italia, ora si svolta: Tonali, Calabria e Frattesi in pole. Chance Caprari e attenti a Gnonto

Domani la Germania in Nations. Cambi e infortuni, Mancini ne manda a casa 9: Insigne, Emerson e Bernardeschi sono a rischio bocciatura

Andrea Elefante

3 giugno – Milano

E adesso bisogna davvero ripartire, ricostruire. Forse un po’ anche reinventare. I 90’ con l’Argentina non hanno detto cose che non si sapessero già, ma le hanno esclamate. E subito a ruota di quella sconfitta, il secondo ad aver sottolineato la portata di quanto andrà fatto, e il senso dell’urgenza del momento, è stato proprio Roberto Mancini. C’è tanto da lavorare e con poco tempo: qualcosa si comincerà a vedere già domani, contro la Germania. Ieri intanto il c.t. ha tirato le prime righe sui fogli del progetto: di Chiellini si sapeva; Insigne probabilmente avrebbe varcato il cancello di Coverciano anche se non si fosse stirato al polpaccio ed è possibile che si tratti di viaggio di sola andata, al di là della sua disponibilità ai voli Canada-Italia manifestata martedì; Verratti è infortunato, forse anche alle sue gambe stressate sarebbe stato concesso riposo anticipato, ma per lui ci sarà un ritorno: difficile non pensarlo come un elemento di continuità, uno di quelli a cui il commissario tecnico affiderà il compito di aiutare i nuovi a crescere; su Jorginho, che ha incarnato perfettamente il “qualcuno ha bisogno di vacanza” del c.t., pende un grande punto interrogativo; da interpretare la rinuncia a Emerson, visto che i laterali mancini non abbondano; sembra più chiara quella a Bernardeschi, che si può catalogare come scelta tecnica con vista sul futuro.

Nuove soluzioni

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Ora Mancini ha quattro partite in undici giorni per dosare (vista la frequenza degli impegni), valutare e miscelare forze vecchie e nuove fra quelle che gli sono rimaste. Perché diverse, tanto per cambiare, le ha perse per strada. Quattro test anche per sperimentare nuove soluzioni, probabilmente: ha annunciato pure questo, in particolare per trovare strade alternative in attacco visto che il mal di gol sta diventando un veleno mortale per questa squadra. “Non ne cambio 15-20”, ha detto. Sottintendendo: anche perché non potrei. Una rivoluzione gentile, più che semplici ritocchi. I portieri meritano un discorso a parte: Cragno, Meret e Gollini avrebbero bisogno di giocare, ma rinunciare al Donnarumma visto a Wembley, dato che anche i risultati delle gare di Nations League avranno il loro peso, sarà una scelta da ponderare molto. L’impalcatura del gruppo resta fondata sul nucleo di chi era all’Europeo, o comunque lo ha sfiorato: una dozzina di giocatori. In difesa Bonucci, Acerbi, Bastoni, Biraghi, Di Lorenzo, Florenzi, Mancini e il più atteso di tutti, Spinazzola, che andrà centellinato per non esasperare i tempi del suo ritorno, ma è ovviamente un cardine della ricostruzione. A centrocampo Cristante (uomo chiave, in assenza di Jorginho), Locatelli, Pessina e Barella, che dovranno però disegnare nuove soluzioni e nuovi equilibri. In attacco Belotti e Lorenzo Pellegrini, come sempre valutabile anche da mezzala offensiva.

In rampa di lancio

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Le alternative più pronte in rampa di lancio? Fra i difensori Calabria, che non ha ancora mai incantato fino in fondo il c.t.; Di Marco che ha duttilità da doppio ruolo. Mancini confida in un investimento forte e duraturo su Frattesi e soprattutto Tonali: l’ultimo campionato, e anche la partita con l’Argentina, hanno detto che oggi è difficile rinunciare al momento di grazia e alla poliedricità del milanista. In attacco la coppia del Sassuolo, Raspadori-Scamacca, è già stata sperimentata, ma sarà oggetto di valutazioni più approfondite e continuative; ma viste le molte defezioni nel reparto, anche Politano e soprattutto Caprari, tornato in azzurro dopo molto tempo, avranno spazio.

Gli emergenti

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Poi ci sono i giovanissimi: il rimpianto di Mancini (“Molti di loro non giocano in Serie A”), che però ha scelto un gruppetto su cui iniziare a investire. Juric e Gasperini lo hanno già fatto su Ricci, Pobega e Scalvini, il c.t. sembra volerlo fare su Gnonto, che nelle partitelle dei giorni scorsi, anche quelle più toste, ha convinto per atteggiamento, velocità e senso per il gol. Non è così improbabile che nelle prossime quattro partite ci sia spazio anche per lui.

la lista

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Ecco quindi la lista dei giocatori a disposizione di Mancini.

Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Paris Saint Germain), Pierluigi Gollini (Tottenham), Alex Meret (Napoli).

Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Davide Calabria (Milan), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Alessandro Florenzi (Milan), Federico Gatti (Frosinone), Luiz Felipe (Lazio), Gianluca Mancini (Roma), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Roma).

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Salvatore Esposito (Spal), Davide Frattesi (Sassuolo), Manuel Locatelli (Juventus), Lorenzo Pellegrini (Roma), Matteo Pessina (Atalanta), Tommaso Pobega (Torino), Samuele Ricci (Torino), Sandro Tonali (Milan).

Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Matteo Cancellieri (Verona), Gianluca Caprari (Verona), Wilfried Gnonto (Zurigo), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Sassuolo), Gianluca Scamacca (Sassuolo), Alessio Zerbin (Frosinone).

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