Israel, Soulé e… Juve, operazione risparmio: il futuro passa (anche) da loro 5

Ecco i profili che potrebbero avere un futuro da prima squadra: ci sono anche De Winter, Ranocchia e Fagioli

Giovanni Albanese

2 dicembre – Milano

Il piano pluriennale del nuovo ciclo bianconero prevede l’inserimento in pianta stabile nella rosa della prima squadra di giovani cresciuti in casa, così da raggiungere l’assetto massimo dei top club europei, che ottimizzano il valore interno grazie alla seconda squadra con un sistema ben consolidato da anni. Proprio da lì, a seguito degli infortuni lunghi di Danilo e Chiesa, Allegri ha pescato De Winter e Soulé: di fatto le prime espressioni della quarta stagione dell’Under 23 bianconera, dove quest’anno è stata abbassata ulteriormente la media d’età. Il primo, classe 2002, ha esordito in Champions League; il secondo in campionato, sancendo anche il record di primo classe 2003 in Serie A.

LA STRATEGIA SUI GIOVANI

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Nell’idea di ringiovanire l’organico, e contenere i costi di gestione, bisogna tener conto anche di quei tanti giovani che dall’Under 23 sono già passati, e giocano ora in prestito in altre squadre per fare esperienza dopo aver respirato il profumo della Continassa. In questo senso Allegri di recente ha svelato il percorso per un giovane di media concordato con la dirigenza, chiaramente senza escludere a priori che possa esserci qualcuno pronto per fare un passaggio diretto (o quasi). La Juve negli ultimi anni ha lavorato tanto e bene sul mercato dei giovani, facendo breccia in giro per l’Europa e per il mondo sulle strutture completamente dedicate alla valorizzazione dei talenti: dal centro sportivo di Vinovo all’organizzazione del club, e ovviamente il brand Juve già attrattivo di suo. Tutto ciò porterà ad allungare la rosa della prima squadra con prospetti che nel frattempo avranno completato il loro percorso di maturazione.

SOULÉ

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Detto che l’anno zero del nuovo sistema potrebbe essere rappresentato dalla prossima stagione (considerato che i contratti pesanti di alcune seconde linee andranno in scadenza il prossimo 30 giugno), il primo nome che salta agli occhi di fronte a questo scenario è proprio quello di Soulé. Che ha già bruciato le tappe, ed è per questo che è stato inserito in Seconda squadra nonostante sia ancora un Primavera, ed è pronto a farlo ulteriormente: la convocazione nella nazionale maggiore argentina durante l’ultima sosta lo ha visto per la prima volta nello stesso spogliatoio con Messi e Dybala. Eh sì, chi meglio del secondo può trasmettergli tutta la juventinità necessaria negli anni futuri.

DE WINTER

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Per un De Sciglio che va in scadenza al termine di questa stagione, in una ideale programmazione sul medio-lungo periodo, potrebbe esserci un De Winter pronto a prendere il suo posto. Avendo tutte le qualità ma dovendo maturare l’esperienza sul campo strada facendo. La Juve punta molto sul classe 2002, già un riferimento nel Belgio Under 21, avendolo blindato fino al 2024. Curiosità significativa: diversi top club lo seguono con attenzione, l’Ajax nell’ultimo periodo ha infittito il monitoraggio sul suo conto e pare De Ligt ne abbia parlato in Olanda come uno dei migliori in circolazione. Allegri lo aveva già battezzato come uno di futuro la scorsa estate, proprio De Winter firmò la primissima rete dell’Allegri bis, nell’amichevole estiva con il Cesena.

ISRAEL

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Vedi sopra, spostando le attenzioni sul delicato tema del secondo portiere. Perin è in scadenza, sarà difficile vederlo ancora alla Juve la prossima stagione. E con un pizzico di coraggio – qui ne servirebbe per la delicatezza del ruolo, non per quanto dimostrato fin qui dal ragazzo – Israel potrebbe guadagnare una promozione diretta in prima squadra, dopo due anni in Seconda. Ciò per continuare a crescere e acquisire sempre più responsabilità, alle spalle di un portiere esperto come Szczesny che sarà bianconero per almeno altri due anni (scadenza 2024). L’estremo difensore, già nel giro della nazionale uruguaiana, è tra i profili di maggiore prospettiva internazionale nel vivaio di Vinovo.

RANOCCHIA

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A dire il vero Filippo Ranocchia, classe 2001, aveva già fatto tentennare Allegri l’estate scorsa. Perché del ragazzo aveva apprezzato subito personalità, tempi di gioco e ordine tattico. Da Vicenza, dove accumula minutaggio in cadetteria, giungono referenze più che positive. E così lui proverà a mettere in difficoltà allenatore e dirigenza già la prossima estate, con la possibilità di far rientro subito alla base e dare un’alternativa valida a centrocampo. Lo aveva già lanciato in Serie B Alessandro Nesta giovanissimo, con la maglia del Perugia. Poi, in Juventus, un crescendo continuo tra Primavera e Under 23 e tanto di riconoscimento con le convocazioni nelle nazionali azzurre di categoria. Se ne riparlerà tra qualche mese.

FAGIOLI

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Come del resto non si è mai spento il faro sul coetaneo Nicolò Fagioli, che ha ritrovato Pecchia nella Cremonese e con lui sta continuando a maturare con la speranza di far rientro presto in casa della Vecchia Signora. Lecito l’obiettivo di ripercorrere le orme di Chiellini o Marchisio, che tornarono a Torino dopo un anno in prestito fuori, ancora di più in una zona di campo che vedrà la Juve costretta a calibrare sulle somme a disposizione e fare una scelta netta sul mercato con un colpo da prima linea. Nicolò studia da regista e, come Rovella che ha già fatto due stagioni in A con la maglia del Genoa, la prossima estate proverà a farsi confermare al termine del ritiro estivo.

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