Inzaghi: “Sono amareggiato, non siamo stati lucidi dopo l’1-1. E su Radu…”

L’allenatore dell’Inter dopo la sconfitta con il Bologna analizza la papera del portiere: “È giovane, se avesse sbagliato sul 3-0 sarebbe stato diverso”

L’erroraccio di Ionut Radu, il nervosismo di Nicolò Barella al momento del cambio, i “150 tiri” evocati da Piero Ausilio in tribuna, spiato dalle telecamere delle tv. Sono tante le facce della dolorosa sconfitta dell’Inter, compreso il muso lungo di Simone Inzaghi nel post-partita: “C’è amarezza, non siamo più padroni del nostro destino. Non siamo rimasti lucidi dopo l’1-1”.

“Infortunio”

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Ovviamente non possono mancare le domande su Radu, che l’allenatore vuole difendere per il futuro: “Stia tranquillo, è un ottimo portiere. Aveva giocato bene con l’Empoli e si allena sempre bene. Ha la fiducia mia e dei suoi compagni. Gli infortuni individuali vanno messi in preventivo, se fosse accaduto sul 3-0 sarebbe stato diverso”. Inzaghi, però, si dimostra molto deluso dal primo gol del Bologna, quello firmato da Marko Arnautovic: “Con la posta in palio così alta, non si può subire una rete così in totale controllo. Certo, la marcatura doveva essere più stretta, ma soprattutto Musa Barrow ha avuto diversi secondi per crossare. Non si doveva concedere, era evitabile”.

Rimpianti

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Ovviamente gli umori in casa Inter non sono dei migliori, ma le ultime uscite del Bologna dimostrano che il passo falso – di chiunque – è dietro l’angolo: “Dovremo vincere le ultime 4 partite. Questo è un brutto passo falso, ma dobbiamo andare avanti. Mancano 12 punti, è ancora lunga: c’è margine per recuperarne due”. L’allenatore piacentino elogia l’approccio, ma sottolinea che nel primo tempo sarebbe servito il secondo gol: “Abbiamo avuto troppa frenesia nella ripresa, dopo il 2-1 ci siamo disuniti perdendo distanze e lucidità. Dovevamo far girare la palla con calma e cercare Edin Dzeko con i cross”. Infine un commento sul brontolio di Barella al momento della sostituzione: “Chi esce dal campo può essere nervoso, l’importante è che ci sia sempre rispetto per i compagni. E qua c’è sempre stato”.

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