Inzaghi ritrova la Lazio: da Immobile a Milinkovic, che svolta con Simone

Il tecnico dell’Inter è stato fondamentale per la crescita e la maturazione del gruppo biancoceleste. La metamorfosi di Ciro, la consacrazione del serbo e la trasformazione di Luis Alberto i suoi capolavori. Domani a San Siro il 2° incrocio stagionale

Simone Inzaghi ha dettato la svolta alle loro carriere. Inter-Lazio è uno specchio di emozioni particolari per Thomas Strakosha, Luiz Felipe e Luis Alberto. Incroceranno il tecnico con cui è partita la loro ascesa in biancoceleste. O ancor di più l’uomo che ha voluto credere a tutti i costi nelle loro qualità anche quando non erano così espresse. E proprio al Meazza, Strakoska si ritrovò improvvisamente titolare della Lazio. Era il 20 settembre 2016, il forfait di Marchetti e i dubbi su Vargic permisero all’albanese, inquadrato come terzo portiere, di fare il gran balzo. Titolare contro il Milan e la porta ben presto diventò tutta sua. Inzaghi conosceva dai tempi della Primavera della Lazio le sue doti, che non avevano però brillato nella parentesi di Salerno. La fiducia del tecnico piacentino blindò Strakosha. Pilastro della Lazio di Inzaghi sino alla scorsa stagiona quando l’arrivo di Reina ha sovvertito gerarchie consolidate e minato anche i rapporti tra il tecnico e il portiere albanese, finito in panchina.

Luiz e Luis

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Nell’estate 2017, anche lui reduce da un’annata senza slanci a Salerno, Luiz Felipe venne inserito nel gruppo per il ritiro di Auronzo. In prova. Il difensore, pescato un anno prima tra i dilettanti dell’Ituano in Brasile, impressionò Inzaghi, che lo volle in organico e in campionato lo smistò ben presto da titolare. Ora Luiz Felipe è in scadenza di contratto, il rinnovo con la Lazio è ancora in sospeso, il futuro potrebbe riservargli pure un nuovo posto a disposizione di Inzaghi. Avrebbe voluto seguire il tecnico all’Inter sicuramente Luis Alberto. Sotto la sua guida ha raggiunto il top dopo una stagione tra molti rebus. Arrivato nel 2016, dopo la partenza di Candreva, lo spagnolo ha incontrato non poche difficoltà nell’impatto col calcio italiano, Inzaghi ha però creduto nel suo talento e dall’estate del 2017 è emerso il Mago. Colpi di fantasia a esaltare un repertorio che il tecnico ha configurato prima da trequartista e poi da interno. In questi primi mesi con Sarri, lo spagnolo sta spesso conoscendo la panchina in una nostalgia crescente per gli anni con Inzaghi.

Rilanci

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Il tecnico dell’Inter ha inciso pure sulle carriere di Ciro Immobile e di Sergej Milinkovic in biancoceleste. L’attaccante, giunto nel 2016 con l’addio di Klose, si era smarrito dopo l’exploit da capocannoniere col Torino. Poi le stagioni di Dortmund e Siviglia tra parecchie ombre. Con Inzaghi Immobile ha toccato il top della propria carriera sino a conquistare la Scarpa d’Oro nel 2020 tra una serie sconfinata di record e altri due titoli da capocannoniere in A. Milinkovic cercava di scoprire una sua identità tattica nel 2016 dopo un’annata con pochi lampi con Pioli. Inzaghi lo collocò prima nella trequarti e poi da interno fino a farlo diventare un tuttocampista abile pure in zona gol. E sul mercato internazionale il serbo ha raggiunto in quel periodo anche la quotazione da cento milioni di euro. Nell’ultima partita, contro l’Empoli, ha firmato due gol e un assist: il modo migliore per presentarsi alla sfida contro l’Inter e il suo ex allenatore.

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