“Inzaghi resta, Zhang pure, Lautaro firma”: Marotta garante dell’Inter di oggi e domani

Schermendosi (“Non sono io a ricevere il riconoscimento, ma Simone”), inizialmente Marotta non voleva nemmeno salire sul palco, al centro del Salone d’Onore del Coni, teatro della consegna a Inzaghi del prestigioso Premio Bearzot che ogni anno l’Us Acli assegna all’allenatore capace di incarnare i valori umani e sportivi del leggendario ct campione del mondo ’82. Poi, però, Beppe ha rotto gli indugi e le risposte che ha dato sono state eloquenti. Riassumendo: 1) Inzaghi resta. “Simone è il nostro presente e il nostro futuro, il profilo migliore per qualità professionali e umane. Ha dimostrato di essere non solo bravo ma anche vincente. Si tratta della conferma di una scelta presa già da qualche tempo, di cui Inzaghi non può che essere contento”. 2) Zhang e la scadenza del 20 maggio, data entro la quale Suning dovrà restituire il prestito ricevuto dal fondo americano Oaktree che, interessi compresi, è lievitato a 385 milioni di euro. “Ho parlato con Steven. Non è stato presente fisicamente, ma l’abbiamo sentito e lo sentiamo quotidianamente: Steven è il proprietario perfetto. Sa delegare, rispetta perfettamente i ruoli e la speranza è che possa andare avanti. Ci sono tutti i segnali positivi per questo, la nostra situazione è molto tranquilla dal punto di vista economico. Siamo sereni e speriamo di continuare con la famiglia Zhang”. 3) Lautaro. “Non ci saranno problemi per il rinnovo del capitano. Alla base, c’è la convinzione che il club da una parte e il giocatore dall’altra, possano continuare il rapporto esistente. Il che è di buon auspicio per il futuro, soprattutto valutando quanto Lautaro sia cresciuto professionalmente: è il nostro capitano, è amato dai tifosi, ama stare a Milano e nell’Inter. Per cui, credo non ci saranno problemi, se non affrontare le cose con molta calma. In questo momento della stagione, è giusto dare priorità e concentrazione ai traguardi imminenti che ci aspettano”. Dove si conferma come Marotta sia il punto di riferimento assoluto della capolista che si avvia a conquistare la seconda stella. Beppe è sotto contratto con l’Inter sino al 2027, quando compirà 70 anni e da grande potrebbe anche fare il presidente della Figc. Ma questo è un altro discorso.

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