Inzaghi ha scelto la sua Inter: per vincere lo Scudetto dovrà battere Conte

Dalla LuLa al centrocampo: l’allenatore nerazzurro ha ben in mente la formazione titolare da mettere in campo per puntare al tricolore

L’attacco al record e un attacco da record. Puoi leggerla come vuoi, in un verso o nell’altro. Il totale fa comunque un’Inter che guarda avanti. Perché il progetto tattico di Simone Inzaghi si è arricchito di uomini e di soluzioni. E non è difficile ipotizzare che questa squadra abbia in canna un primato, quello di Inter più prolifica di sempre.

Romelu

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È un gioco di numeri, di prospettive e di lavori in corso. Il record attuale è griffato Antonio Conte, stagione 2019-20: quella Inter, tra campionato e coppe, tirò su 113 gol. La squadra dello scorso anno, con Simone Inzaghi all’esordio, si è fermata sei passi più indietro. Ma ora il piatto è più ricco. Ed è più ricca l’idea del tecnico, di conseguenza. Come pensare di poter scrivere un pezzo di storia, ritoccando quel 113? Per carità, il fine ultimo resta lo scudetto, questo è chiaro. Inzaghi – se mai avesse avuto bisogno di conferme – ha apprezzato, attraverso colloqui con i giocatori nell’ultimo mese, come la voglia di rivincita sia enorme, in tutti i protagonisti. Se l’obiettivo è palese, la via scelta non è banale. Si vince spostando l’asticella ancora più su, in termini di produzione offensiva. Abbiamo individuato almeno cinque motivi per cui è giusto pensare a un’Inter da (almeno) 114 reti. E il primo non può non essere Lukaku, che ha lasciato da queste parti un ricordo da 24 gol (nell’anno dello scudetto). E che rispetto a Dzeko garantisce soluzioni di gioco e piazza preoccupazioni sulle difese avversarie. L’Inter con il belga aggiunge tocchi in area – rivedere, per chi avesse la memoria corta, l’incornata col Lione – ma allo stesso tempo accorcia tempo e spazio, ovvero tempo di gioco e metri da coprire prima di arrivare al tiro. L’anno scorso Dzeko si è fermato a quota 13 gol, arenandosi nella seconda parte di stagione. Eccolo, il saldo che fa pensare positivo Inzaghi. Con un obiettivo un po’ dichiarato e un po’ no: la Scarpa d’Oro. «Spero che uno dei miei attaccanti riesca a vincerla», ha detto il tecnico giusto un mese fa.

Il Toro

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Chissà, magari a sorpresa la testa di serie numero diventa Lautaro. È il secondo motivo per l’attacco al record. Il Toro ancora non conosce limiti. Fin qui non ha mai chiuso una stagione con un bottino di reti inferiore all’anno precedente. La sua parabola racconta questo: 6 gol nel 2018-19, poi 14, 17 e 21 lo scorso torneo. La vicinanza di Lukaku non può non giovargli, la presenza di un attaccante che impegni direttamente i difensori avversari è il vero vantaggio che l’argentino può prendersi rispetto alla scorsa stagione. Con una maturità che l’ha fatto diventare un leader di questa squadra, anche dentro lo spogliatoio.

Micki

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Ma Inzaghi ha per le mani anche altro. Se la concorrenza indica l’Inter come favorita non è solo un gioco furbo per scaricare responsabilità. L’Inter non si nasconde. E non lo fa anche grazie all’aggiunta di Mkhitaryan lì dove c’era Vidal. Il saldo gol lasciati/gol acquistati dice più quattro. Ma il ragionamento è più ampio. L’armeno ha capacità di assistenza e di costruzione del gioco che il cileno non aveva (più). Ha una familiarità con la porta che non a caso spinge Inzaghi a pensare di poterlo utilizzare anche da seconda punta, all’occorrenza. Ancor di più, non sarà impossibile vedere ogni tanto il trequartista, se non addirittura il doppio uomo dietro l’unica punta. E Micki è il candidato ideale, per aumentare la qualità.

Asllani

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Qualità fa rima con Asllani. Se una fotografia, una sola, dovesse essere scelta di questo precampionato, sarebbe quella dell’albanese, che renderà l’Inter meno leggibile. Meno uguale a se stessa, dunque. Conte ci provò in passato: Eriksen con Brozovic, doppio regista per costruire in più maniere. Asllani con Brozo è una traccia che fa più ricca la manovra offensiva di Inzaghi: contro le squadre chiuse, sarà bene prepararsi a questa soluzione.

Denzel

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Serve un altro indizio? Un Dumfries intero, non tagliato a metà. L’olandese la scorsa stagione entrò a pieno regime a dicembre, dopo una fase lunga di adattamento. In alcune partite è stato il giocatore più offensivo per posizione. Inzaghi su di lui punta, non a caso si è messo di traverso alla possibilità di una cessione. Nel campionato passato Denzel si è fermato a cinque gol. L’Inter che cambia avrà effetti anche su di lui. Ce n’è abbastanza, dunque, per mettere la testa bassa. L’Inter ha scelto la via del gioco e dei gol, per vincere. Quota 114, si può.

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