Inzaghi, dopo la sconfitta la svolta: così ha raddrizzato l’Inter dopo il k.o. all’Olimpico

La Lazio all’andata è l’unica ad aver battuto i nerazzurri, che da allora hanno spiccato il volo e vanno a caccia di un nuovo record

Per i tre punti e molto altro. L’Inter che mira a proseguire la corsa solitaria in vetta alla classifica, magari aumentando anche il vantaggio accumulato sui diretti inseguitori, ritrova sul suo percorso quella Lazio contro cui finora è arrivato l’unico k.o. stagionale, lo scorso 16 ottobre all’Olimpico. Lo fa con l’animo di chi punta a prendersi una rivincita per scacciare quel sapore amaro lasciato da una serata maledetta. Ma anche con la consapevolezza e la convinzione di chi da quella delusione ha appreso la lezione, trovando la chiave per fare il salto di qualità. La sfida di San Siro è la migliore occasione per rimpinguare la classifica e alimentare morale e autostima in un colpo solo.

LA SVOLTA

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Da quel 16 ottobre infatti sono cambiate parecchie cose. Piccoli accorgimenti, che però hanno prodotto effetti sensibili. Archiviate amarezza e delusione per un risultato oggettivamente ingiusto rispetto ai valori espressi in campo, Inzaghi ha individuato con lucidità le falle emerse che hanno contribuito a quello scivolone, riuscendo a ridurre al minimo i margini di rischio senza intaccare l’atteggiamento spiccatamente offensivo inculcato nella squadra sin dal primo giorno. Dopo quel k.o., maturato malgrado il vantaggio iniziale e un’ora di netto strapotere, Inzaghi ha lavorato su movimenti e posizioni, dai correttivi sulle marcature preventive al baricentro un pelo più basso. Il resto – come confermato anche nella visita in Gazzetta – lo ha fatto la ritrovata concentrazione a livelli massimi. Al gioco spumeggiante espresso sin dalla prima giornata, i nerazzurri hanno così unito quella solidità imprescindibile per lottare al vertice.

CAMBIO DI MARCIA

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Come spesso accade in questi casi, sono i numeri a fare da cartina di tornasole, anche stavolta specchio fedele di un cambio di marcia deciso e tremendamente efficace da quel fatidico 16 ottobre. Basti pensare che nelle prime otto giornate, fino al k.o. dell’Olimpico, l’Inter aveva 17 punti (media di 1,9), con 23 gol segnati e 11 incassati (ben più di uno a partita), in aggiunta a un distacco in classifica rispettivamente di sette lunghezze sul primo (Napoli) e cinque sul secondo (Milan). Nelle successive 11 giornate, i nerazzurri hanno invece raccolto 29 punti (media salita a 2,6) grazie a 26 gol fatti e appena quattro subiti, tanto da conquistare la vetta della classifica con un vantaggio di un punto sul Milan e sei sugli azzurri nonostante una partita in meno.

RECORD IN CANNA

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Ad aggiungere pepe alla sfida di San Siro è poi il nuovo record personale che inseguono i nerazzurri dopo quelli già firmati nella prima metà della stagione. Contro la Lazio c’è in ballo la settima vittoria consecutiva a porta inviolata, traguardo finora mai centrato se non tra gennaio e marzo del 1971, ma grazie a un mix di vittorie e pareggi. Senza considerare la partita rinviata del Dall’Ara, la tradizione recente dice inoltre che la prima uscita dell’anno porta bene al tecnico nerazzurro, imbattuto nelle cinque precedenti occasioni sulla panchina della Lazio (4 vittorie e 1 pareggio). I nerazzurri non perdono in casa da 26 partite, alto dato incoraggiante. Ma di fronte troveranno il loro peggior nemico, Maurizio Sarri, in serie positiva da ben sette scontri con un bilancio di cinque vittorie e due pareggi. Nell’era dei tre punti a vittoria, il tecnico toscano è oltre tutto quello che in assoluto vanta la maggior percentuale di successi contro l’Inter (55%).

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