“Interesse pubblico nato dal nulla”: il comitato contro l’abbattimento di San Siro

Centinaia di adesioni, comprese numerose personalità cittadine al movimento “Sì Meazza”, che ha rivolto un messaggio al sindaco: “Ristrutturare costerebbe meno che costruire un nuovo impianto”

C’è chi dice no. O meglio, dice “Sì Meazza”. È questo il nome del Comitato contrario all’abbattimento di San Siro, che negli ultimi giorni sta raccogliendo centinaia di adesioni tra personalità di spicco della città di Milano. Tra queste risultano – tra gli altri – Milly Moratti, l’ex prefetto Bruno Ferrante, l’avvocato Felice Besostri, il promoter Claudio Trotta (attivo per quanto riguarda i concerti rock a San Siro).

IL MESSAGGIO A SALA

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Il Comitato ha spiegato la sua posizione in merito e si è rivolto direttamente a Beppe Sala, sindaco che ha da poco iniziato il suo secondo mandato: “Il nostro movimento opera non contro qualcosa, ma per la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento dello Stadio Meazza, per recuperare a verde la immensa distesa di cemento attorno allo stadio, per riqualificare l’ambiente urbano peraltro già interessato da altre operazioni immobiliari. Noi ci auguriamo che il Sindaco e la Giunta portino rapidamente in Consiglio Comunale le motivazioni alla base della dichiarazione di pubblico interesse”.

INTERESSE PUBBLICO?

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Prosegue: “Infatti, da quanto si è appreso da notizie stampa sulla vicenda dello stadio e delle aree di San Siro, la Giunta di Milano su proposta del Sindaco ha deliberato l’interesse pubblico del nulla: infatti non vi è lo studio di fattibilità; non è definito il progetto del nuovo stadio sulla cui realizzazione di conseguenza si realizza un intervento immobiliare e finanziario proporzionato solamente al costo del nuovo impianto (così prevede la legge); non vi è soprattutto una motivazione come prevede la legge, sulla rinuncia dell’obbligo prioritario, il recupero dello stadio esistente”.

INTERVENTI

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Insomma, per il Comitato Sì Meazza la città di Milano non può prescindere dallo stadio di San Siro. Anche perché “lo stadio Meazza non è neanche da ‘recuperare’. Nel 2016 (solo cinque anni fa) sono stati fatti dal Comune ulteriori interventi per la sicurezza statica dell’impianto e l’adeguamento a norme internazionali, tali da consentire lo svolgimento della finale di Champions League (Real Madrid- Atletico Madrid). A settembre 2021 sono stati fatti ulteriori collaudi sul primo anello che hanno confermato la solidità della struttura. E la struttura esistente può consentire, a detta di molti ingegneri e architetti, di eseguire interventi per lo showbiz, come chiesto dalle due società: e il tutto, a costi molto più ridotti, meno della metà di quanto costi un nuovo impianto, peraltro non ancora definito”.

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