Inter, Zhang torna per Inzaghi: bivio Roma e Barcellona

MILANOSteven Zhang sarà in Italia prima del week end e siederà in tribuna in occasione dei delicati incontri previsti dopo la sosta contro la Roma (sabato 1 ottobre) e contro il Barcellona (martedì 4). Da una decina di giorni a Los Angeles per motivi familiari, il presidente sta programmando il suo rientro a Milano, ma si è tenuto e si tiene costantemente informato attraverso i suoi uomini di fiducia. Certo non è contento della piega che ha preso la stagione, ma è convinto che situazione possa essere sistemata se il gruppo ritroverà la sicurezza, il gioco e la continuità di rendimento che aveva mostrato durante il 2021-22. Zhang si fida ciecamente dagli uomini che compongono l’area tecnica, che hanno scelto prima Conte e poi Inzaghi: l’ad Marotta e il ds Ausilio sostengono in pieno il tecnico piacentino e domani saranno alla Pinetina per fargli sentire la loro vicinanza e per parlare con lui di come uscire da questo momento difficile. L’idea di un esonero non è presa in considerazione, non solo per motivi di natura economica (il contratto da quasi 5,5 milioni netti più bonus a stagione fino al 2024), ma soprattutto perché c’è fiducia nel progetto varato nel giugno 2021 (ha fruttato finora due trofei).

Inter, i numeri

E’ innegabile che a Udine Zhang si aspettasse un’altra prestazione e un altro risultato. Sperava che il successo sofferto con il Torino e quello più agevole contro il Viktoria Plzen avessero sbloccato psicologicamente il gruppo e invece ha visto non uno, ma forse due passi indietro. Ciò premesso, sa bene che la stagione è lunga e che, con 31 turni di campionato da giocare, la classifica è tutt’altro che definita. La scorsa stagione, quando lo scudetto è sfuggito all’ultima giornata complice l’affermazione del Milan sul campo del Sassuolo, dopo 7 gare i punti erano 17 (+5 rispetto a ora) e il distacco dalla vetta era di 4 lunghezze (adesso sono 5). Una bella differenza di rendimento? Innegabile, ma all’ottava giornata i nerazzurri persero sul campo della Lazio: se l’1 ottobre viceversa batteranno la Roma (dopo aver perso finora contro tutte le avversarie più attrezzate ovvero Lazio, Milan, Bayern e Udinese), i punti diventerebbero 15 e dunque solo 2 in meno rispetto all’anno passato. Un dato statistico che porta la dirigenza a pensare che la squadra non è affatto fuori dalla lotta per il titolo: basterebbe ritrovare quella continuità di rendimento avuta nello scorso autunno quando arrivarono la rimonta e il sorpasso sul Napoli e sul Milan.

Ambizioni Inter

La proprietà e la dirigenza, dunque, non hanno perso la fiducia di conquistare il titolo e di lottare per la qualificazione agli ottavi di Champions. Una rivoluzione tecnica non farebbe certo aumentare le chances nerazzurre anche perché nessuno come Inzaghi conosce questo gruppo e sa come risollevarlo. Serve però ritrovare serenità, determinazione e intensità sul campo. Tanto lavoro e poche parole/alibi: questo sarà chiesto a Simone. Dello stesso avviso è l’ex presidente Massimo Moratti che a TMW ha detto: «Non mi chiedete cosa farei io con Inzaghi perché ne ho cambiati fin troppi di allenatori… Il mio non è un parere attendibile… Scherzi a parte, continuerei con lui, anche perché finora sono state disputate poche giornate. Tre sconfitte non sono poche, è vero, ma insisterei con un allenatore che credo abbia già dimostrato di essere bravissimo. Considerando lo scorso anno, non mi aspettavo un inizio così, ma certamente l’infortunio di Lukaku ha pesato: ha cambiato un po’ la situazione e da quel momento ha determinato uno svantaggio. Forse anche l’addio di Perisic è stato sottovalutato».

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