Inter, verso il derby di Supercoppa sulle spalle del miglior Lautaro di sempre

L’argentino, fresco campione del mondo in Qatar, ha affondato anche il Verona in un inizio di anno pazzesco: “Non sarà semplice, ma la nostra storia ci chiede di vincere”

Il 2023 dell’Inter è iniziato nel segno… del Toro. Ancora un gol di Lautaro, il numero 11 della sua stagione nerazzurra. L’argentino, campione del mondo in Qatar, è il capocannoniere della squadra, colui che la tira fuori dai momenti difficili. Martedì è stata sua la conclusione, deviata, che ha portato al pareggio a una manciata di secondi dalla fine, quando il Parma vedeva la clamorosa qualificazione ai quarti di Coppa Italia. Contro l’Hellas, invece, è stato ancora lui a indirizzare il match sui binari giusti per Inzaghi, dopo neppure 3′. Se il match con i gialloblù poteva essere complicato soprattutto sotto il profilo psicologico, il Toro ha dato ai suoi una bella spinta nella direzione giusta e da lì in poi la squadra ha tenuto rischiando praticamente zero.

ORA LA COPPA

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A fine incontro Martinez non ha nascosto la sua soddisfazione e la sua fiducia in vista del futuro: “Possiamo ancora agganciare il Napoli – ha detto -, ma ora non possiamo più sbagliare. Dobbiamo conquistare tutti i punti che mancano da qui alla fine. Contro il Verona sapevamo che sarebbe stata una gara dura, tosta, perché loro giocano a uomo e ti fanno lanciare moltissimo. È stato importante trovare subito il vantaggio e poi controllare la loro reazione”. Il pensiero adesso vola alla Supercoppa italiana di mercoledì: “Sarà un derby, una finale e non mi aspetto una gara semplice. Dobbiamo però fare il nostro lavoro per aggiudicarci il trofeo. Per noi è un appuntamento importantissimo e bisogna continuare a vincere perché la nostra storia lo richiede. La qualità dei giocatori l’abbiamo e in questo momento gli unici pensieri devono essere riposare, prepararci bene e… riportare la coppa qua”. Finale sul post Mondiale: “Il mio atteggiamento deve essere sempre quello giusto e cerco di dare il massimo per aiutare la squadra e far felice la gente. È stato lo stesso atteggiamento che ho avuto in Qatar, ma mi portavo dietro da un mese un problema alla caviglia e non ero al top”.

Più leader

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Parole non banali che confermano la sua maturazione. Se nelle prime quattro stagioni e mezzo nerazzurre Martinez non sempre ha avuto una continuità di rendimento da grande attaccante, in questo inizio di 2023 il numero 10 ha giocato 4 partite e segnato 3 reti. Soprattutto ha sempre battuto il portiere avversario nelle ultime 3 sfide nelle quali è stato titolare. Il ragazzo di Bahia Blanca è tornato dal Mondiale con una convinzione pazzesca: chi pensava che potesse essere stanco o appagato, si sbagliava di grosso. Lautaro rispetto al passato è ancora più leader, più decisivo. È come se nella sua testa fosse scattato qualcosa. A venticinque anni e mezzo ha una maturità importante e già 6 trofei in bacheca. Punta ad aggiungerne un altro mercoledì: sarebbe il quarto con la maglia dell’Inter, dopo i 3 conquistati con la Nazionale.

QUOTA 25

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Lautaro è reduce dalla sua miglior stagione a Milano, ma vuole migliorarsi ancora. Nel 2021-22 ha segnato 25 reti in tutto, 21 in campionato. Adesso, come detto, è a quota 11 dopo 25 gare giocate. Ne ha davanti a sé altre 20 in campionato, come minimo due in Champions più la finale di Supercoppa e almeno un altro turno di Coppa Italia. In tutto, dunque, un minimo di 24 impegni ufficiali. Quota 25 centri, dunque, può essere alla sua portata, soprattutto se manterrà la media di questo inizio di 2023. La cosa che ritiene prioritaria, però, è continuare a vincere con l’Inter perché, dopo aver alzato lo scudetto 2021, non vuole più fermarsi. E mercoledì di fronte ci sarà il Milan che nel maggio scorso gli ha sfilato il tricolore bis, Martinez sarà ancora più motivato del solito. Aspettatevelo in versione Qatar o, se preferite, in versione 2023.

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