Inter, un regalo e un capolavoro

La prepotenza con cui Inzaghi ha capovolto la partita cambiando quattro giocatori nello stesso minuto (il 57’) conferma che l’Inter, nonostante le cessioni di Hakimi e Lukaku e l’addio di Conte, è ancora una squadra da scudetto. Forse è anche la più forte in assoluto, come rosa, quindi la favorita. Sotto di un gol e in evidente diffi coltà davanti al gioco veloce del Sassuolo, il tecnico ha richiamato dalla panchina Vidal, Darmian, Dimarco e, soprattutto, Dzeko, immediatamente in gol: chi mai, nel campionato italiano, può fare sostituzioni del genere quando la propria squadra non sa come rientrare in partita? Inzaghi ha azzeccato tutto, esentando proprio i giocatori che stavano soffrendo di più, tutti titolarissimi: parliamo di Dumfries, a cui la benzina è finita dopo mezzora, Bastoni, Correa e Calhanoglu, lui sempre più distante da quello che gli chiede il tecnico soprattutto nella fase di possesso palla. In meno di venti minuti, la nuova Inter ha raggiunto il pareggio con Dzeko, tornato alla media gol della sua lontana giovinezza, e quasi subito raddoppiato con Lautaro su rigore, procurato dallo stesso Edin. Detto e premesso questo, raccontando i meriti tecnici dell’Inter e il capolavoro dipinto da Inzaghi, ci chiediamo ancora come la squadra nerazzurra avrebbe affrontato, sotto di un gol, il secondo tempo se fosse rimasta in dieci per l’espulsione di Handanovic, così palese che soltanto Pairetto e Nasca, il suo collega del Var, sono rimasti sulle loro posizioni. Ma il contatto tra il capitano e Defrel è apparso evidente anche rivedendo le immagini che avrebbero dovuto consigliare il richiamo dell’arbitro dal salotto tv: l’attaccante del Sassuolo aveva ormai saltato anche il portiere e avrebbe dovuto solo appoggiare il pallone in rete se Handanovic, bravissimo a far fi nta di niente allargando le mani, non gli avesse fatto perdere l’equilibrio con un fallo da rosso. Pairetto, che è stato appena nominato tra i possibili internazionali del futuro (pensate se ne combinasse una del genere in Champions…), ha invece deciso di chiudere il primo tempo con la complicità di Nasca. Il Sassuolo stava giocando la sua partita perfetta, avrebbe potuto anche segnare il secondo e il terzo gol all’inizio della ripresa ma, guarda un po’, proprio Handanovic aveva tenuto in partita l’Inter con un paio di parate clamorose come la sua mancata espulsione. Al resto, sempre sullo 0-1, ha pensato Inzaghi, con la forza delle idee. Un segnale forte per la concorrenza: solo una grande squadra, una squadra da scudetto, avrebbe potuto ribaltare una partita del genere, che sembrava persa e irrecuperabile.

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