Inter, Suning saldo al timone. Nessuna follia, ma il futuro fa sperare

I venti di crisi a causa della pandemia e della stretta del governo cinese sono (quasi) alle spalle. Dopo la tempesta, la proprietà nerazzurra è pronta a garantire continuità

Parole rassicuranti, nuove prospettive e garanzia di continuità. Grazie all’intervento del presidente nerazzurro Steven Zhang all’ultima assemblea degli azionisti, il futuro dell’Inter è tornato a tingersi di rosa, complice anche uno scenario globale – quello politico sull’asse Usa-Cina – che promette di restituire all’attuale proprietà maggiori capacità di azione e manovra in termini di investimenti. A parlare di rilancio si rischia forse di essere fuorvianti, perché il cammino verso la fine della crisi generata dalla pandemia è ancora lungo, ma l’uscita del tunnel è vicina e la proprietà nerazzurra intende portare avanti il progetto all’insegna della continuità. Al netto del rosso monstre registrato nell’ultimo esercizio, con un passivo record di 246 milioni, i decisi e dolorosi interventi degli ultimi mesi hanno dato risultati che consentono di guardare con ottimismo al domani, tanto a livello sportivo quanto sul piano societario.

IMPEGNO COSTANTE

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L’impegno di Suning, a dire il vero, non è mai venuto meno. Con l’approdo della nuova proprietà cinese, nel 2016 l’Inter prese il volo grazie a un esborso senza precedenti nella storia delle società di calcio nostrane. Il colosso cinese si gettò a capofitto nella vita del club con un investimento ad ampio respiro che incluse l’acquisto di azioni, apporti in capitale, prestiti e contratti commerciali. Tradotto in soldoni, si parla di un investimento di settecento milioni solo nei primi tre anni e mezzo di gestione, vale a dire dal 2016 al 2019. Nessun altro proprietario di club in serie A ha mai investito una cifra simile nel primo triennio. Le abbondanti risorse cinesi e la generosità degli investimenti consentirono all’Inter di diventare rapidamente la principale antagonista alla Juve, sino al punto da soffiare il trono ai bianconeri la scorsa stagione dopo nove anni di monopolio juventino. Suning non solo si fece carico dell’acquisto delle vecchie azioni di Tohir e Moratti per un valore di 128 milioni, ma procedette anche a un corposo aumento di capitale pari a 142 milioni, fondamentale per ripristinare l’equilibrio patrimoniale del club. Il passo successivo fu quello di mettere in sicurezza i conti e iniettare fondi utili per le campagne acquisti, quelle culminate negli ultimi tre anni con gli arrivi di pezzi da novanta come Lautaro, Barella, Lukaku e Hakimi.

LENTA RIPRESA

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Poi arrivarono la pandemia, la conseguente crisi economica globale e la stretta del governo cinese sugli investimenti esteri. Un colpo dietro l’altro. Ma i milioni incassati dalle cessioni di Lukaku e Hakimi uniti al prestito di Oaktree hanno dato il primo, forte impulso verso l’uscita dalla crisi. Fondamentale è stata anche l’operazione di rivalutazione degli asset, grazie a cui il club potrà affrontare il futuro con maggiore serenità almeno dal punto di vista patrimoniale, senza dover ricorrere a ulteriori interventi della proprietà. Altro impulso vitale è arrivato dai contratti al rialzo per le sponsorizzazioni (da Socios a Zytara) per un totale di circa 100 milioni spalmati sino al 2025. Tutte manovre che consentono a Suning di garantire le necessarie risorse finanziarie per guardare al futuro con ottimismo, nella prospettiva della continuità aziendale.

Continuità

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Adesso è fondamentale procedere verso la riduzione dei costi. Il mantra di questi tempi è “sostenibilità finanziaria”, che è poi la linea guida un po’ di tutti i grandi club europei: l’obiettivo dell’Inter è ridurre i costi, fermo restando il mantenimento del livello di competitività raggiunto. A riprova di ciò, negli ultimi quattro mesi sono stati fatti rinnovi pesanti (quelli di Bastoni, Barella e Lautaro) che peseranno nelle casse societarie per 120 milioni lordi, certificando oltre ogni ragionevole dubbio la volontà della proprietà di continuare a investire. La conquista dello scudetto sei mesi fa, nel pieno della tormenta generata dalla crisi, ha premiato gli sforzi della proprietà. I sacrifici estivi, per quanto necessari, non hanno causato il ridimensionamento che tanti tifosi temevano. Notizia delle ultime ore, l’Inter avrà l’onore di essere l’unico club presente all’Italian Sports Day organizzato il prossimo 23 novembre all’interno del Padiglione Italia all’Expo 2020 di Dubai. I nerazzurri sono stati invitati in quanto Campioni d’Italia e porteranno in esposizione la coppa dello Scudetto 20-21, mentre il CEO Corporate Alessandro Antonello interverrà all’interno della giornata dedicata all’eccellenza dello sport italiano.

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