Inter sprint: sempre sull’1-0 a metà primo tempo

La passata stagione i nerazzurri andavano sotto e poi faticavano, ora sono sempre passati in vantaggio quasi subito. Merito di una mentalità diversa più che della tattica

Andrea Ramazzotti

18 settembre – MILANO

Quattro partite senza passare mai in svantaggio e subendo un solo gol. Ma soprattutto quattro partite trovandosi sempre avanti di una rete entro la metà della prima frazione. L’Inter ha iniziato il campionato 2023-24 con le idee chiare e dando seguito con i fatti ai proclami del 12 luglio, durante la conferenza stampa dell’a.d. Marotta e del tecnico Inzaghi: l’obiettivo era ed è vincere il tricolore per cucirsi la seconda stella sul petto. Partendo in vantaggio di un gol, come sempre successo finora grazie al giusto approccio mostrato in ogni incontro, è tutto più facile.

NUMERI

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Nel match casalingo della prima giornata contro il Monza Lautaro Martinez ha sbloccato il risultato dopo 8 minuti; alla seconda giornata a Cagliari Dumfries ha firmato l’1-0 al 21′, mentre contro la Fiorentina sono stati necessari 23 minuti a Thuram per schiodare il punteggio dallo 0-0 di partenza. E infine il derby di sabato pomeriggio, con l’1-0 di Mkhitaryan dopo neppure 5 giri di lancetta. Quattro gare e quattro volte una rete entro la metà del primo tempo per mettere la testa avanti e poter gestire sia il ritmo sia l’andamento della sfida. Può sembrare un “particolare” o un caso, ma non lo è. Si tratta piuttosto di un segnale inequivocabile, della dimostrazione che l’Inter adesso scende in campo con la giusta lucidità e con una dose di cattiveria agonistica impressionante. Lo scorso anno accadeva spesso il contrario: i nerazzurri andavano sotto nel punteggio, anche contro la medio-piccole, e non sempre riuscivano a rimontare. La storia è cambiata e con questa anche la classifica della Serie A.

MENTALITA’

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Rispetto al 2022-23, la squadra titolare schierata nelle prime quattro giornate ha presentato due sole novità: Sommer in porta e Thuram in attacco. Gli altri giocatori sono stati gli stessi, per giunta utilizzati in un 3-5-2 che non è mutato. E allora cosa è successo? La differenza probabilmente non va ricercata nella tattica, ma nella testa dei calciatori. Il grande finale della scorsa stagione, con la Champions sfuggita solo nella finale persa di un soffio contro il Manchester City, con la Coppa Italia vinta in maniera autoritaria contro la Fiorentina e con il terzo posto in classifica in Serie A acciuffato grazie alle 7 affermazioni centrate nelle ultime 8 giornate, ha dato una consapevolezza ancora maggiore dei propri mezzi al gruppo. Quel crescendo rossiniano da aprile a giugno ha scacciato dalla testa di Lautaro e compagni il ricordo dello scudetto perso contro il Milan nel 2021-22. Adesso la paura ha lasciato il posto alla convinzione di poter battere chiunque, alla consapevolezza dei propri mezzi. Un sentimento che è dentro i “vecchi” e che sta pervadendo i nuovi arrivati. Di sicuro il quinto derby di fila vinto aumenterà ulteriormente quest’autostima. L’Inter non vuole fermarsi perché sa che il calendario le dà una mano e domenica a Empoli, dove il 23 aprile iniziò la rincorsa dopo il ko contro il Monza (15 aprile), gli uomini di Inzaghi intendono lanciare un altro segnale al campionato.

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