Inter regina da trasferta: nessuno in Europa vola lontano da casa come Inzaghi

Fuori da San Siro i nerazzurri ne hanno vinte otto, con soli due pari: è la miglior media punti del Continente

Filippo Conticello

26 gennaio 2024 (modifica alle 10:37) – MILANO

L a trasferta a Firenze è comune a molti: solo nella scorsa estate sono passati circa 2 milioni tra la loggia dei Lanzi, gli Uffizi e il Ponte Vecchio, numeri da Rinascimento post-covid. L’Inter inizia la propria visita fiorentina domani e la completerà domenica in zona Campo di Marte, stadio Franchi. Del resto, la squadra di Simone Inzaghi con il trolley è più a suo agio di qualsiasi turista a passeggio in città. In generale, ogni volta che si mette in viaggio l’Inter fa invidia all’Europa: non c’è nessuna squadra nei cinque campionati top che abbia raccolto in trasferta gli stessi punti dei nerazzurri lontano da San Siro. Al momento, di partite in campionato ne ha disputate 20, una in meno della Juve capolista temporanea, ed equamente divise: al Meazza 10 gare e 25 punti, fuori un punto in più per fissare questo 51 totale. Davanti ai propri tifosi è arrivata col Sassuolo l’unica caduta in campionato, a cui va aggiunto il pari sofferto contro il Bologna, mentre in trasferta l’Inter non ha ancora conosciuto sconfitta in A: oltre a 8 vittorie a domicilio, si aggiungono pure un paio di pareggi. Il primo sparagnino proprio allo Juve Stadium, il secondo faticoso nell’ultima del 2023 contro il Genoa. Se la qualificazione Champions agli ottavi è stata edificata soprattutto a San Siro (ma senza mai perdere fuori…), c’è pur sempre la beffa in Coppa Italia a confermare la tesi: dopo aver già sfiorato il colpo in A, il Bologna a Milano è passato davvero, eliminando i detentori del trofeo. Unendo i puntini si scopre che l’Inter è stata davvero più produttiva nella versione da viaggio: per Inzaghi confortante saperlo giusto prima di partire per Firenze senza due terzi della mediana. 

I rischi

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Al Franchi, con i ritmi che sa imporre Italiano, il rischio è sempre alto, a maggior ragione visto il trabocchetto del calendario: la Juve, in casa con l’Empoli, potrebbe allungare a +4 per una notte. Ok, Allegri avrebbe giocato due gare in più di Inzaghi, ma il rischio di un contraccolpo psicologico è reale: mai i nerazzurri hanno sperimentato la sensazione strana di un inseguimento a lunga distanza e, in più, il ricordo di due stagioni fa svolazza tra le pareti di Appiano. Coi viola domenica mancheranno poi Calha e Barella per una doppia improvvida squalifica, e pure Bastoni e Dumfries non sono nel loro massimo splendore. Il contraltare, però, è che Inzaghi in trasferta ha sempre una valigia piena di certezze. La media interista da 2,6 punti a gara esterna è la migliore di tutte, non solo in Itali. Dietro ci sono le due sorprese della stagione: il Bayer Leverkusen (2,56) e il Girona (2,4) che stanno terremotando la Bundesliga e la Liga. Anche la Juve ha una marcia esterna poderosa, 2,33 punti, mentre per trovare una rivale di Champions ad altezza simile bisogna arrivare al quarto posto occupato dal Bayern (2,38). Se mai servisse qualche altro numero a rafforzare il concetto, i nerazzurri comandano pure nei gol segnati e nei gol subiti lontano dal Meazza. Anche City e Tottenham hanno messo a segno 24 reti esterne in campionato, come i nerazzurri ma con una trasferta in più, mentre nessuno ha abbassato le persiane meglio di Sommer (solo 4 i gol presi). 

Da Milano a Roma

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Nel viaggio d’andata in giro per l’Italia Inzaghi si è divertito su campi scivolosi: ha domato la furia dell’Atalanta a Bergamo, ha passeggiato sui campioni di Italia al Maradona, ha regolato la Lazio di Sarri all’Olimpico. Nel ritorno, la trasferta da segnare col colore rosso fuoco è anche la più vicina, quella del derby, senza sottovalutare però il secondo viaggio romano: l’ex Lukaku medita vendetta, ancora sanguinano le orecchie per i fischietti di ottobre. Questa contro la Viola sta comunque nel podio nelle partite fuori casa più complicate del girone, anche perché, oltre alle assenze, pesano pure le gambe; la parentesi araba non ha certo aiutato a prepararla al meglio. La squadra di Inzaghi ha comunque dimostrato di saper recitare su più copioni e di riuscire a vincere pure con un filo di gas, se serve: spinta dai tifosi in casa domina con volontà di potenza, come sa bene lo stesso Italiano strapazzato all’andata 4-0, ma soprattutto in trasferta sa aspettare con timidezza solo apparente. In realtà, è strategia, è governo del match con il soft power: l’Inter gestisce la palla con una qualità assai maggiore della media e colpisce al momento opportuno, magari sfruttando i pertugi che finiscono sempre per aprirsi. Alla fine, la fiducia fuori casa è diventata la stessa, o forse perfino maggiore, di quella che la squadra ha in casa: la seconda stella si avvicina anche così.

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