Inter, ore cruciali nella trattativa con BC Partners. Pronti altri fondi

Si lavora a un prestito garantito di azioni, ma la distanza tra Suning e il fondo sulla valutazione del club è ancora ampia. Entro sera la video conferenza Zhang-dirigenza

Sono settimane cruciali per l’Inter. Mentre la squadra di Conte in venti giorni si gioca buona parte della stagione tra doppia sfida di Coppa con la Juve e il trittico Fiorentina-Lazio-Milan in campionato, va verso la stretta finale anche la vicenda societaria. BC Partners ha infatti terminato la due diligence (la revisione dei conti nerazzurri), venerdì scorso è scaduta l’esclusiva e c’è ancora una distanza notevole tra l’offerta del fondo anglosassone e la richiesta di Suning. Nel pomeriggio ci saranno novità importanti. La valutazione fatta dalla proprietà nerazzurra – che negli anni ha investito 550 milioni – è di 750 milioni più i debiti. Il fondo è ben lontano da queste cifre. Anche perché, non essendo l’Inter quotata in Borsa, uno dei nodi sul tavolo è la valutazione delle azioni.

Esigenze diverse

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Dopo l’input di Pechino di bloccare gli investimenti all’estero delle aziende cinesi in determinati campi, la famiglia Zhang è impossibilitata a esportare capitali e mancano i soldi anche per le spese correnti, a partire dagli stipendi. E non soltanto quelli dei giocatori. Ci sono scadenze da rispettare sia in Italia sia nei confronti dell’Uefa. La deadline del prossimo 16 febbraio è stata prorogata però fino a maggio dopo il pagamento degli stipendi di luglio-agosto che ha portato all’accordo con la squadra per diluire il saldo delle mensilità di novembre-dicembre. L’idea di Suning, che all’inizio sperava di limitarsi a rinegoziare il bond da 350 milioni in scadenza a fine 2022, era quella di cedere le quote in mano a Lion Rock, fondo della stessa galassia Suning con sede a Singapore. Un’operazione che avrebbe soddisfatto anche Pechino, visto che di fatto rientrerebbero in patria capitali dall’estero. Il tutto però si scontra con l’esigenza di BC Partners di fare un investimento imponente (tanto che potrebbe essere coinvolto un consorzio di fondi, sul modello di quello che gestirà la vendita dei diritti tv del nostro calcio) senza poi avere le leve del comando.

Prestito garantito

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Come uscirne? Con un prestito garantito di azioni attraverso il quale BC Partners metterebbe subito la liquidità necessaria, lasciando una sorta di maggioranza a Suning. Se però l’attuale proprietà non dovesse ripagare le azioni, queste passerebbero al fondo. E comunque, avendo dato le azioni in pegno Suning dovrà concordare la linea con chi le ha fatto il prestito. E dall’eventuale flessibilità di Suning sul prezzo di vendita dipenderà anche il margine di manovra che BC avrà per mantenere alto un progetto sportivo che, anche per la congiuntura globale, passerà dal taglio dei costi, anche spalmando dei contratti.

Budget imposto

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Questo tipo di operazione funziona però a livello generale, ma meno se applicata ad una realtà calcistica in quanto pone problemi di gestione e governance. Chi prenderebbe infatti le decisioni a livello strategico e sportivo? Con un prestito garantito il vincolo cui si sottoporrebbe Suning è quello del budget per la prossima stagione. Questo sarebbe stabilito da BC Partners, con i cinesi liberi di decidere come rimanere dentro ai paletti imposti dal fondo.

Tempi stretti

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Cosa ne guadagnerebbe BC Partners? Intanto incasserebbe gli interessi legati al prestito. E proprio il tasso d’interesse è uno dei nodi sul tavolo. Poi prenderebbe comunque il comando del club, nel caso Suning non potesse pagare. Infine potrebbe comunque imporre le linee per budget e bilancio, nell’ottica di rivalutare il club. Un’operazione enorme quanto delicata. Al momento è presto per capire come finirà. La certezza è che bisogna fare in fretta. Entro pochissime ore si capirà se ci sono i margini per chiudere con BC Partners o se, come appare più probabile, si aprirà ad altri fondi.

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