Inter, Mkhitaryan: “Barella capitano? Fa cose che ti lasciano a bocca aperta…”

Ospite di Andrea Ranocchia nel corso del nuovo appuntamento di Frog Talks, podcast inserito nel palinsesto di Inter TV, Henrik Mkhitaryan ha ripercorso le tappe della sua carriera, tornando sull’esperienza con lo Shakhtar Donetsk di Lucescu e sulle tantissime maglie vestite in giro per l’Europa, nei campionati più importanti del Vecchio Continente. Riflettori puntati anche sui compagni dell’Inter, con Lautaro Martinez e Nicolò Barella che rappresentano due punti di riferimento.

Mkhitaryan: “Lautaro trascinatore, Barella fa cose che ti lasciano a bocca aperta”

Protagonista di una lunga chiacchierata con Andrea Ranocchia, ex capitano dell’Inter, Henrik Mkhitaryan si è aperto a 360°, raccontando il percorso che lo ha condotto nel calcio che conta: “A 21 anni sono andato in Ucraina, poi mi ha chiamato lo Shakhtar dove mi chiamò Lucescu. È un grande allenatore, avevamo due preparatori atletici italiani e facevamo tante corse, ostacoli, queste cose così. Poi sono andato a Dortmund, due anni con Klopp che è uno psicologo e ti dà tanta fiducia, crede in te ed è veramente molto bravo. Poi, a Londra, Wenger mi voleva fortemente all’Arsenal ma è stato licenziato dopo 6 mesi. È arrivato Emery, che ha provato ad adattarsi al calcio inglese. Mi sono trovato benissimo ovunque, soprattutto in Italia, a Roma e Milano”.

Parole al miele per lo spogliatoio gestito da Simone Inzaghi, con capitan Lautaro che continua a segnare a ripetizione, al di là del pesante errore di Madrid, e Barella che continua ad essere un esempio per professionalità e leadership: “Lautaro è un trascinatore anche senza fascia, – ha confermato Mkhitaryan – sta segnando tantissimo ed è fondamentale per questa Inter. Non è una questione di avere o meno la fascia, è un leader a prescindere. Barella non ha la fascia di capitano ma fa cose che ti lasciano a bocca aperta. Siamo venticinque capitani. Sono stato anche capitano a Roma per una partita. Mi sento responsabile delle cose che faccio e di quelle che non riesco a fare, perché se hai le pa**e le fai, altrimenti fai un passo indietro. Qui il gruppo è incredibile e siamo molto bravi, conta il fatto che ci troviamo molto bene l’uno con l’altro. In campo ci capiamo con uno sguardo, sappiamo subito cosa vuole il compagno e dove andrà il pallone. Questa è la nostra forza”.


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