Inter, l’eventuale addio di Sanchez innesca il paradosso in attacco

I nerazzurri cercheranno un rimpiazzo nel caso il cileno partisse a gennaio. Servirebbe un vice Dzeko, ma il mercato offre poche alternative a costi contenuti. Nel frattempo, i baby attaccanti del vivaio seminano gol in giro per l’Europa…

Ogni mossa sul mercato implica costi e benefici, esattamente quelli che l’Inter sta valutando in merito alla questione Sanchez: insistere sul cileno, riconoscendogli i 7 milioni a stagione che gli spettano fino a giugno 2023 o risolvere il contratto di comune accordo a gennaio, alleggerendo così le casse già provate? La soluzione che la dirigenza nerazzurra sembra preferire, almeno al momento, è la seconda, complice anche un rendimento che nei due anni finora trascorsi all’Inter non si è dimostrato all’altezza dell’ingaggio garantito. Il problema per i nerazzurri, semmai, sarebbe la necessità di rituffarsi sul mercato per colmare il vuoto lasciato dal cileno. La presenza dei soli Correa e Satriano come attaccanti di scorta non darebbe infatti a Inzaghi le sufficienti garanzie di poter lottare su tutti i fronti. Ma il ricorso al mercato inchioderebbe i nerazzurri di fronte al paradosso delle scelte prese in estate nei confronti dei tanti baby bomber mandati in prestito.

missione ardua

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In base ai nuovi meccanismi di Inzaghi, il reparto offensivo costruito in estate ha finora evidenziato una carenza significativa: la mancanza di un vice Dzeko in grado di far rifiatare il bosniaco. La rosa del tecnico nerazzurro infatti abbonda di seconde punte, da Correa e Sanchez a Satriano, ma scarseggia di profili in grado di reggere il peso dell’intero reparto. Senza il bosniaco, quel compito non potrebbe che spettare oggi a Lautaro, che però ha caratteristiche profondamente diverse rispetto a quelle di Dzeko. Reperire sul mercato un elemento sovrapponibile al bosniaco per caratteristiche tecniche e fisiche, e che per di più sia raggiungibile a costi contenuti, appare quasi un’utopia, soprattutto se si cerca un profilo in grado di garantire anche esperienza.

gol in prestito

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Il rischio di doversi accontentare è alto, senza considerare il paradosso di fronte a cui si troverebbe la dirigenza dopo aver ceduto in prestito una schiera di promettenti attaccanti cresciuti nel vivaio. Di fronte all’impossibilità di reperire una pedina in grado di fare le veci di Dzeko, prima punta atipica capace anche di fare da regista offensivo come pochi, forse tanto valeva mantenere in rosa uno dei cinque bomber spediti in provincia. In un contesto del genere, i vari Salcedo, Oristanio e soprattutto Esposito (protagonista di un brillante inizio a Basilea con 4 gol e 5 assist nelle prime 14 apparizioni) sarebbero potuti tornare comodo. Più di loro sarebbero tornati utili Pinamonti e Mulattieri, due prime punte di ruolo, con il secondo piuttosto in palla in quest’avvio di stagione segnato da cinque centri in sette presenze in B con la maglia del Crotone. Nei prossimi mesi l’Inter valuterà comunque la posizione di ciascun bomber in prestito e non sono esclusi cambi di rotta. Ipotizzare adesso un rientro anticipato a Milano per uno di loro è assolutamente prematuro, ma le sorprese non sono escluse.

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