Inter, la missione del gol: se segna col Monza sono 28 giornate di fila

Inzaghi si coccola la ThuLa ma studia soluzioni offensive alternative: nessuno in Serie A ha una “facilità” realizzativa così spiccata

Adriano Seu

13 gennaio – 09:18 – MILANO

Dal Monza a Monza per chiudere un piccolo cerchio e continuare la corsa a un primato statistico ancora lontano, ma che si avvicina di settimana in settimana. Sabato sera l’Inter di Simone Inzaghi avrà infatti l’occasione di andare a segno per la 28° giornata consecutiva e staccare così la Roma al decimo posto nella classifica delle migliori strisce positive nella storia del nostro campionato. L’opportunità arriva peraltro contro l’ultimo rivale a cui la banda di Inzaghi non è stata in grado di segnare prima dare avvio alla serie inaugurata lo scorso 23 aprile con un 3-0 a Empoli targato “LuLa”. Da allora, non c’è stata squadra in campionato capace di mantenere la porta inviolata contro i nerazzurri, sempre a segno dalla 31esima giornata dello scorso torneo con un bottino totale di 67 gol, alla media di quasi 2,5 reti a partita. 

corsa al primato

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Il primato per l’Inter è di 39 partite consecutive a segno, che rappresentano anche la terza sequenza più lunga nella storia della serie A dopo quella da 44 partite segnata dalla Juve di Allegri a cavallo tra la stagione 16/17 e 17/18 e quella da 43 della Juve di Conte tra la penultima e l’ultima stagione alla guida dei bianconeri. Non è un caso che anche in quella striscia positiva, realizzata appena due anni fa, ci sia la significativa mano di Simone Inzaghi, appena subentrato a Conte per prolungare la serie di 18 partite consecutive a segno aggiungendone altre 21. L’ex tecnico della Lazio (dove aveva firmato due strisce da 17 e 18 partite sempre a segno), ha fatto ancora meglio al secondo anno di Inter grazie a una sequenza di 23 partite di fila condite da gol (e interrotta dal k.o. per 2-0 contro la Juve). Le 27 attuali rappresentano già un primato personale per Inzaghi, che da inizio torneo sta facendo viaggiare la sua Inter a una media di 2,3 reti a partita.

garanzie e alternative

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I numeri dicono che le principali armi di Inzaghi sono il gioco, capace di produrre sempre un elevatissimo numero di occasioni a partita, e il fiuto di un Lautaro sempre più micidiale (come testimoniano le 16 reti realizzate in 17 partite di campionato). L’immediato e accentuato feeling con Thuram e la conseguente esplosione della ThuLa ha fatto il resto, dotando i nerazzurri di un potenziale offensivo pressoché letale. Un potenziale che dirigenza e tecnico integrerebbero volentieri con forze fresche per garantire quelle alternative alla ThuLa che invece finora hanno scarseggiato sulla scorta dello scarso rendimento offerto da Arnautovic e, soprattutto, da Sanchez (autori di quattro reti in tutto, di cui una in campionato). Il mercato può sempre offrire qualche buona occasione, ma le risorse sono limitate e dovrebbero verificarsi diversi incastri, in primis la partenza del cileno. Ecco perché Inzaghi studia anche la soluzione interna, una sorta di “piano B” che prevede l’occasionale avanzamento di Mkhitaryan, già avvezzo in passato a ruoli da attaccante o trequartista. E’ l’opzione di riserva che il tecnico tiene in seria considerazione, magari a partita in corso per far rifiatare uno dei due titolari. Quelli finora protagonisti di oltre il 50% delle reti totali in campionato (23 su 44) e che Inzaghi vorrebbe evitare di spremere.

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