Inter-Juve: caro Maresca, ricordati che sei un pompiere

Caro Maresca ti scrivo, così mi distraggo un po’ da Lautaro e Vlahovic, Thuram e Yildiz, Barella e Rabiot, Inzaghi e Allegri, ladri e guardie, guardie e ladri, Sinner e Djokovic (e Alcaraz, sembra uno scherzo) e altre stupidaggini spacciate per provocazioni. Da giorni non si parla che di loro, ma il protagonista più atteso di Inter-Juve sei tu. Vedi, noi fingiamo di interessarci di tecnica, tattica, caratteri e stati di forma, in realtà siamo soltanto incuriositi dall’arbitro della partita tradizionalmente più scomoda del calcio italiano. Hai vinto facilmente la sfida con Mariani e Orsato e per questo devo una cena a Cesari, che non la merita: il primo l’ha fregato un OFR, on field review, in serie B, Orsato sconta invece gli effetti dell’episodio di sei anni fa, sempre a San Siro e sempre Inter-Juve (Open Var non c’era ancora): se avesse rubato un maglione alla Rinascente, da tempo sarebbe libero di frequentare di nuovo il centro commerciale. Ma il calcio non perdona, il calcio ipocrita e debole non dimentica.

Ti ho conosciuto pochi mesi fa su un volo Napoli-Milano, mi sei subito sembrato simpatico, affabile. Hai parlato della tua bella famiglia, delle quattro figlie e insomma abbiamo cazzeggiato amabilmente. Sorridevi tanto, mi auguro che tu possa conservare il sorriso anche dopo le 23 di stasera. E non per colpa di una paresi facciale temporanea. Ora che ci penso, fosti il primo arbitro ad assegnare un rigore con l’utilizzo del Var, Juve-Cagliari 3-0: anche questo fa curriculum. Sospetto che Rocchi abbia puntato su di te per la tua natura di vigile del fuoco, anche se non esci con l’autopompa occupandoti in prevalenza della parte amministrativa. In un periodo non particolarmente simpatico per la categoria arbitrale un pompiere può risultare molto utile. Ti anticipo che se le cose andranno male il designatore butterà entrambi i cellulari nell’acquario di casa. Caro Fabio, prova – se possibile – a usare lo stesso metro in entrambi i tempi. E, ti prego, vai al Var se Irrati ti segnala che qualcosa è successo: non delegare, fidati di te stesso, spegni i primi fuochi polemici.

E non pensare che sia più difficile arbitrare in Italia che all’estero. Subite pressioni ovunque. Potrei inviarti le ultime dichiarazioni di Xavi, quello che attaccò Mourinho per il caso Taylor: accusa i direttori di gara della Liga di subire i condizionamenti di Real Madrid Tv. L’allenatore del Barcellona deve aver dimenticato José Maria Negreira, l’ex vicepresidente degli arbitri che per anni avrebbe ricevuto qualche milioncino (sette!) dal club catalano. Tutto il mondo è Paese e tutti gli Inter-Juve fanno danni. Limitali. PS. L’ultima volta che ho suggerito a un arbitro di non fare cazzate era il 6 maggio di 24 anni fa: incontrai a Grazzano Visconti Massimo De Santis, designato per Juve-Parma, in compagnia di Pierluigi Pairetto. Il giorno dopo annullò un gol regolare a Cannavaro. In seguito se ne parlò. E non poco.


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