Inter, Inzaghi ha già conquistato l’ambiente

MILANO – E’ sbarcato a Milano martedì, mercoledì si è presentato in conferenza stampa  e ha subito iniziato a lavorare con la squadra pianificando carichi di lavoro con lo staff intanto che i giocatori partivano dal campo o dalla palestra. Giuseppe Marotta ha già parlato bene di lui, Simone Inzaghi, il nuovo tecnico nerazzurro, proprio in occasione della presentazionementre giovedì è stato il portiere Samir Handanovic a tessere le sue lodi ai microfoni di Inter Tv. Nella giornata di sabato, infine, è stato il momento dell'”abbraccio” con il pubblico, quando 800 tifosi sono andati ad Appiano Gentile per far sentire il loro affetto al club a suon di cori, tamburi e striscioni. In particolare l’affetto è stato mostrato a lui, Inzaghi, che ha rimpiazzato l’ex juventino Antonio Conte (partito dopo aver vinto lo scudetto perchè le richieste non erano state esaudite) ed ha mostrato subito umilità oltre a idee o voglia di fare bene. Per Inzaghi, alle 12, dopo l’allenamento, tanti cori e un assoluto supporto nella stagione in cui andrà difeso lo scudetto; assieme all’allenatore sono andati a ricevere il pubblico, fuori dal centro sportivo Handanovic, D’Ambrosio, Agoume, Radu, Ranocchia, Pinamonti, Darmian, Kolarov, Pirola, Cordaz, Sensi, Dimarco, Gagliardini e Nainggolan…i quali hanno salto sulle note di “Chi non salta rossonero è”. Il tecnico ha ricambiato dicendo che spera di vedere il pubblico in curva il prima possibile: il legame è già forte malgrado Inzaghi sia arrivato da pochissimo. Al momento, visti i tanti assenti, a livello tattico si può fare poco: meglio lavorare su tecnica e partitelle, ma dalla settimana prossima rientreranno uomini come Çalhanoglu sia Skriniar, primi rientranti dalle vacanze post-europeo; il turco, arrivato dopo Cordaz, rimpiazzerà Eriksen (a cui è stato regalato uno striscione assieme a vari cori da parte dei supporters) ma a Inzaghi servono anche 2 esterni: a destra si parla di Dumfries o Hateboer mentre Bellerin e Zappacosta hanno perso quota, a sinistra Marcos Alonso (molto complicato).

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