Inter in ansia per De Vrij, si scalda Ranocchia. Bastoni può farcela

L’olandese è in bilico: attesi nuovi esami alla coscia. Ottimismo per l’azzurro

Adesso come si ferma quella palla di cannone sparata in velocità? La gabbia che aveva in testa Simone Inzaghi per intrappolare Victor Osimhen potrebbe avere una forma diversa dal solito: Stefan de Vrij, il compasso della difesa interista e l’uomo che avrebbe dovuto tamponare il nigeriano con le buone o con le cattive, potrebbe non esserci domenica sera. Al tramonto della sfida contro il Montenegro, l’olandese ha visto la sua nazionale buttarsi via sulla strada verso il Qatar, ma all’88esimo ha pure sentito un dolore fitto alla coscia destra. Sia lui che entrambe le altre parti in causa, Inter e Olanda, hanno subito temuto il peggio: uno stiramento che eventualmente potrebbe tenerlo fuori dai giochi fino quasi a fine anno. Si tratta dell’ipotesi più cupa, ma non è ancora detto che sia quella la sentenza definitiva: ancora tutti i dubbi non sono stati sciolti, anzi c’è un filo di speranza di evitare un maxi- stop e di derubricare il guaio a un più semplice risentimento. I primi accertamenti sono stati svolti piuttosto in fretta in Olanda, dove il difensore è atterrato dalla Macedonia solo ieri pomeriggio. Oggi, poi, Stefan tornerà in Italia e, compatibilmente con l’orario d’arrivo, ripeterà subito gli esami con lo staff medico nerazzurro: una risonanza magnetica stabilirà finalmente la portata del danno muscolare e, quindi, i tempi di recupero. Di certo, se venisse confermata la sua assenza nei prossimi giorni, il danno per Inzaghi sarebbe sensibile. Proprio perché arriverebbe in un momento in cui Simone ha bisogno dell’esercito al completo: dopo Osimhen, infatti, arrivano a San Siro i tanti folletti brasiliani di De Zerbi, ostacoli verso la Champions.

Le opzioni

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Finora, comunque, non è stato certo l’anno migliore di De Vrij, spremuto come un limone sia in nerazzurro sia in arancione. Non bastasse, sul futuro interista si allungano due ombre, quella di Mino Raiola e Antonio Conte, l’agente e il mentore: al momento non si è discusso del prolungamento del contratto, tema che dovrebbe essere caldo vista la scadenza nel 2023 e l’arrivo del suo ex allenatore al Tottenham potrebbe lasciare immaginare un agguato deciso sul mercato. Intanto, senza Stefan, a Inzaghi mancherebbe solo un terzo del suo muro perché, per fortuna, sono stati schivati guai peggiori. Non c’è apprensione, infatti, sul fatto che Alessandro Bastoni torni al suo posto, scudo in mano. Dopo il riacutizzarsi dell’affaticamento agli adduttori ha lasciato la Nazionale, ma oggi il mancino sarà alla Pinetina per fare un lavoro personalizzato, proprio come Dzeko. C’è tempo e spazio per recuperare del tutto e provare a ostacolare la corsa (finora dirompente) di Osimhen. L’idea iniziale è di farlo accomodare sul centrosinistra, come sempre, ma all’occorrenza l’azzurro potrebbe pure piazzarsi in mezzo nelle terre di De Vrij, nel classico ruolo di centrale che marca e imposta. In quel caso, il difensore mancino tornerebbe a essere Federico Dimarco, rimasto a lavorare duramente durante la sosta: il figliol prodigo tornato in nerazzurro quest’anno ha dato ampie garanzie anche in questo ruolo alternativo.

Vecchio capitano

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La prima opzione di un’Inter senza De Vrij resta, però, il vecchio capitano: Andrea Ranocchia si scalda per vestirsi ancora come l’olandese e guidare il reparto da dietro, con a fianco da un lato Skriniar e dall’altro Bastoni. Lui, che d’estate stava per lasciare con lo scudetto sul petto e che ha poi rifirmato in extremis, rischia di tornare centrale nel momento più caldo: battere il Napoli significherebbe rilanciarsi e avvicinare finalmente la vetta; ripetersi con lo Shakhtar vorrebbe dire ipotecare gli ottavi di Champions attesi da dieci anni come acqua nel deserto. Ranocchia ha già strappato la prima presenza della stagione nel 2-0 con l’Udinese, ma quella apparizione era figlia solo di un ragionato turnover. Questa occasione avrebbe una natura diversa e arriverebbe contro una squadra che tanto gli ricorda: in una notte di parecchi anni fa il Napoli lo ha intrappolato dentro a una immagine che non merita. Erano i quarti di Coppa Italia 2015 e al 93° un suo errore grossolano, mai perdonato dai Social, spalancò il gol di Higuan: campani in semifinale, il difensore sulla graticola. Da allora, è un altro Ranocchia, diventato leader saggio e silenzioso dalla panchina. Ma, soprattutto, è tutt’altra Inter, a prescindere dal recupero di De Vrij.

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