Inter, Gosens si racconta: dalla passione per la scrittura ai propri idoli

Milan e Barcellona. Non c’è che dire, pur essendo stato protagonista di 10 mesi a dir poco complicati dopo il suo approdo all’Inter, Robin Gosens sa scegliere con cura i suoi raramente rari bersagli ai quali ha segnato con la maglia della Beneamata dopo il trasferimento dall’Atalanta.

Dopo il Milan, il Barcellona: le “vittime” illustri di Gosens con l’Inter

Certo, con tutto il rispetto per l’importanza di un derby, la gioia per la rete del 3-0 nel ritorno della semifinale di Coppa Italia della scorsa stagione, a risultato ormai acquisito dopo lo 0-0 dell’andata, pur essendo la prima realizzata con l’Inter non può essere paragonata a livello di emozioni a quella del momentaneo 3-2 al Camp Nou, in una delle notti più belle a livello europeo della storia recente dell’Inter, che ha spianato la strada verso la qualificazione agli ottavi di Champions League, ormai a un passo.

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Barcellona-Inter, Gosens e l’emozione del gol al Camp Nou

Così, intervistato per il Match Day Programme dell’Inter alla vigilia della partita contro la Salernitana, Gosens è tornato sui brividi provati dopo aver visto il proprio tiro superare Ter Stegen dopo l’assist di Lautaro: “Sono un uomo molto fortunato, entrare al Camp Nou e fare un gol importante per la squadra è un’emozione unica” ha detto il tedesco, che spera di essersi messo alle spalle in Catalogna le tante difficoltà vissute nel suo primo anno solare in nerazzurro. Anche perché il prossimo obiettivo è alle porte, il Mondiale in Qatar con la Germania, dopo un Europeo da protagonista nel 2021: “Giocare per la Nazionale è incredibile, il gol e i due assist contro il Portogallo resteranno ricordi indelebili“.

Gosens e l’arte dello scrivere: “Vale sempre la pena di sognare”

Poi c’è spazio per aneddoti sull’infanzia, sui sogni di un allora aspirante calciatore: “Ricordo che da bambino andavo a scuola fino alle due e tutti i giorni dalle tre fino a sera giocavo con i miei amici nel campetto di calcio del mio paese, un campo piccolo dove siamo cresciuti e ci siamo sempre divertiti. Stavamo lì cinque-sei ore al giorno e ci dicevamo sempre che la cosa più bella del mondo sarebbe stata se uno di noi fosse diventato un giorno un calciatore professionista. Pensarci mi emoziona ancora oggi“. Nel 2021 Gosens ha anche pubblicato un libro, il cui titolo appare profetico pochi giorni dopo Barcellona: “Amo leggere e anche per questo ho scritto un libro il cui titolo è: ‘Vale la pena sognare’, per me è una frase importante“. Idee chiare sul modello da seguire: “Da quando ho iniziato a giocare a calcio, David Alaba è sempre stato il mio idolo, lo guardavo quando era al Bayern perché mi ha sempre impressionato il suo modo di interpretare diversi ruoli in campo”.

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