Inter, gli intoccabili di Inzaghi: tra Barella e Brozovic, ora brilla Calhanoglu

Il trio di centrocampisti è una certezza per l’allenatore: sfideranno sia la Sampdoria che il Real Madrid. Il turco ha aggiunto imprevedibilità

Si innesca sempre una connessione emotiva tra Inzaghi e i suoi: più che un papà severo, Simone ha costruito negli anni l’immagine di un fratello maggiore dei giocatori. Ama legarsi ai suoi soldati, si nutre di fedelissimi votati alla causa. E se negli anni laziali gli intoccabili erano collocati soprattutto in mezzo, anche la nuova vita interista non fa differenza: a Milano si sta infatti erigendo una diga centrale, sempre la stessa, sempre affidabile. Calhanoglu e Barella assaltatori specializzato ai lati del perno Brozovic: su questa colonna nasce la squadra chiamata all’assalto della seconda stella. Tra Samp e Real, è ammesso un fisiologico turnover, ma non certo nel centrocampo. I due stranieri sono tornati ieri alla Pinetina per iniziare a lavorare a parte: Calha un po’ giù di morale visto l’uragano arancione sulla sua Turchia (6-1 dall’Olanda), mentre Brozo ha anche le antenne dritte fuori dal campo visto che il suo papà-agente sta per vedere il club e iniziare una complicata trattativa sul rinnovo. Barella, il terzo Dioscuro, torna invece oggi dopo le fatiche in Nazionale. Sommati, avranno causato un déjà-vu nel tecnico: già ai tempi della Lazio, Inzaghi nutriva sogni di scudetto proprio grazie a centrocampisti inamovibili, Milinkovic-Leiva-Luis Alberto.

CHE TRIS

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Adesso il trio della mediana interista vuole dare le stesse certezze di granito che offre già il trio della difesa: Skriniar-De Vrij-Bastoni sono un totem, un corpo unico, stanno sempre dietro allo stesso scudo. Conte li ha uniti nello stesso fuoco e non sarà certo Simone a separarli. Semmai, qualche metro più avanti Inzaghi e il club hanno dovuto lavorare di fantasia dopo la grande paura per Christian Eriksen. Per sostituirlo, è servito un blitz chirurgico, da guerra lampo, per strappare ai cugini del Diavolo Calhanoglu. E da parte sua, il turco si è preso subito il centro-sinistra, ha segnato al debutto a San Siro e ha fatto capire coi numeri il perché di tanta fiducia. Finora, tra i centrocampisti soltanto il sorprendente Marin Razvan del Cagliari (10) ha mandato al tiro più volte i compagni rispetto a Hakan (8). Del resto, nella scorsa stagione Calha era già stato il migliore di tutti i cinque maggiori campionati nell’arte di sfornare occasioni 98. Brozovic, invece, ha rapito il cuore di Simone per certe innate doti: almeno in campo, il croato possiede il dono dell’equilibrio tra difesa e attacco. Sa spegnere le azioni rivali e catapultare l’azione davanti con uguale disinvoltura. In queste prime partite Brozo è quello che ha vinto più contrasti e recuperato (e giocato) più palloni in maglia Inter: niente di strano, era solo Locatelli era stato un “passatore” migliore del croato nel 2020-21. Barella, invece, è il più contiano della compagnia: il vecchio generale trasferiva in Nicolò la sua anima guerriera, ma l’ex Cagliari ha subito trovato uguale sintonia con il nuovo allenatore. In un gioco fatto di continui inserimenti e incursioni, Barella è il centrocampista nerazzurro che in quest’alba di stagione ha toccato più palloni dentro all’area di rigore avversaria (6). In questo scenario, Arturo Vidal si limita a essere solo il primo cambio nonostante la forma ritrovata.

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COME NEL PASSATO

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Anche attraverso queste sicurezze in mezzo, Simone sta dando la forma che desiderava alla sua creatura: se finora è terza nel possesso palla generale, la sua Inter diventa primissima se ci si concentra solo sul possesso nella metà campo offensiva (15’31” di media). Ripensando alla squadra iperverticale (e vincente) che fu, ecco un cambio filosofico. Il centrocampo si è fatto più manovriero portando leggermente su il baricentro. Così, su questi presupposti, Inzaghi lavora sul campo, ma pure sul cuore e sulla testa: lui che ha difeso Luis Alberto contro tutto e tutti, convinto Leiva al primo sguardo e scoperto Milinkovic un po’ alla volta, punta ad avere la stessa connessione con il nuovo trio. Intoccabili come quegli altri, legati dalla stesso filo invisibile del centrocampo.

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