Inter, è rebus rigori: Lautaro è il prescelto, ma ora Calha è pronto al sorpasso

Il bilancio del numero dieci è preoccupante. Il turco si è dimostrato più freddo e dietro di lui scalpitano anche Perisic e Dimarco

Nel post-derby il tifoso nerazzurro deve necessariamente far di conto: quanto fa undici per due? Dagli undici metri l’Inter finora ha sbagliato due volte, in scontri diretti finiti in pareggio e in rimpianto. Totale: quattro punti buttati dalla finestra, uno spreco che cambia il volto della classifica. Se Dimarco non avesse fatto tremare la traversa sotto la Nord contro l’Atalanta e se Lautaro non si fosse fatto murare dal milanista Tatarusanu sotto la Sud, la squadra di Inzaghi farebbe sentire il fiato a chi sta in vetta. In fondo, sarebbe bastato poco per riuscirci: segnare i rigori al momento giusto o, magari, rispettare la gerarchia ed evitare confusione nel momento caldo. In entrambi i match in cui i nerazzurri hanno sbagliato dal dischetto, c’è stata una discreta confusione, come se alla fine la scelta del battitore dipendesse troppo dagli umori del campo.

la gerarchia

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In realtà, i nerazzurri hanno un ordine preciso di battuta, stabilito in lunghe sequenze alla Pinetina. Fino a ieri il primo tiratore scelto era Lautaro: a lui il compito di non far rimpiangere Lukaku, l’iper-specialista del genere. Lì dove il belga era un blocco di ghiaccio, l’argentino diventa spesso tremante: Romelu in due anni non ne ha sbagliato mezzo, 15 gol su 15 rigori, mentre il Toro ha sprecato tre degli ultimi sei, dopo aver segnato i primi quattro in nerazzurro. Almeno in teoria, il secondo in lista dietro a Lautaro sarebbe Hakan Calhanoglu che, però, domenica sera ha chiesto l’ennesimo strappo alla regola: ha accarezzato la palla che sarebbe toccata a Martinez, l’ha appoggiata dolcemente sul dischetto mentre i fischi rischiavano di assordarlo e poi ha zittito 50mila suoi ex tifosi indiavolati. A ripensarci, forse, avrebbe potuto ripetere la stessa scena nel successivo penalty, quello in cui Lautaro ha invece ripreso i gradi del rigorista designato. Il preoccupante score argentino in questa specialità, unito alla ottima vena turca in allenamento, rischia di modificare ancora una volta l’ordine degli addendi: nel caso siano entrambi contemporaneamente in campo, la prossima volta potrebbe calciare direttamente Calha e non il Toro, stavolta in base a una precisa decisione tecnica. Alla Pinetina si valuta una decisione definitiva e il sorpasso sembra ormai nell’aria: non è la freddezza dagli undici metri la principale dote argentina, soprattutto se si paragona al suo infallibile ex compare che ora vive a Londra.

gli altri

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Nella lista di inizio stagione l’Inter aveva scelto a pari merito pure i numeri 3. Nella gerarchia, immediatamente dietro alla coppia Lauti-Calha, c’è Perisic con numeri decisamente più incoraggianti: da quando veste il nerazzurro Ivan il terribile ne ha tirati tre, l’ultimo contro la Lazio, senza mai fallire. Poche prove, ma una tendenza precisa. Assieme al croato scalpita pure Federico Dimarco, il figliol prodigo che un tempo abitava in curva: sognava di dare una gioia ai suoi fratelli e, per questo, Simone lo aveva preferito a Perisic nella partita contro la Dea. I primi tre punti sono volati via così, poi ieri il doloroso bis.

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