Inter e Juve, quanto vi somigliate: Sassuolo, Genoa e Bologna il mal comune

Le due principali candidate al tricolore hanno perso punti con le stesse squadre. Napoli, lo scudetto pare lontano anni luce 

Luigi Garlando

30 dicembre – 11:29 – MILANO

Inter e Juve sono come quei coniugi che, a forza di stare insieme, finiscono per assomigliarsi. Inzaghi e Allegri sono stati sconfitti dal Sassuolo e hanno lasciato 4 punti a Bologna e Genoa. Approfittando di un 1-1 a Marassi con i bianconeri, i nerazzurri accennarono la fuga a +4, approfittando dell’1-1 di ieri a Genova, oggi la Juve, battendo la Roma, può riportarsi a -2. Una coppia di fatto, là in alto. L’ex juventino Dragusin ha pareggiato con un gol alla Gatti il vantaggio di Arnautovic, favorito tra l’altro da una più che sospetta spinta a due mani di Bisseck su Strootman. Contando sulle affinità elettive, oggi l’Inter si aspetta un regalo dagli ex Mourinho e Lukaku. 

pallidi

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Inter pallida contro un ottimo Genoa che con le grandi si esalta. Come prevedibile, i nerazzurri avrebbero dovuto pareggiare l’intensità agonistica del Grifo nella sua tana. Non sempre è avvenuto. Circolazione lenta e reattività inferiore sulle seconde palle. L’Inter è andata in vantaggio a fine primo tempo, come nelle ultime 4 partite. C’è una zona Inter, dal 40’ al 44’. In questo breve lasso di tempo, Calhanoglu, Dimarco, ancora Calha, Bisseck e Arnautovic hanno segnato a Napoli, Udinese, Lazio, Lecce, Genoa. Sembra un copione. E’ un rischio che Inzaghi dovrà disinnescare: sentirsi superiori e convincersi che basti aspettare per vincere. Dopo il pareggio di Dragusin, l’Inter non è riuscita a imporsi un rabbioso cambio di marcia. E poi i singoli. E’ divampata la nostalgia per Lautaro. Arnautovic ha segnato, ma all’Inter è mancato un solido riferimento offensivo, capace di difendere palla e aggredire la porta con cattiveria; e poi, senza il Toro, Thuram, stanco, rende la metà. E’ stanco anche Calhanoglu, lontano dal leader tecnico dei primi mesi. Senza Dimarco cala anche la qualità tecnica nella rifinitura.

il vice lautaro

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Restiamo convinti che serva una controfigura di Lautaro più solida di quelle che ha in casa Inzaghi. Il tecnico ha a disposizione alternative che i colleghi invidiano, ma andrebbero sfruttate meglio. Contro il Lecce, primo cambio al 75’, ieri al 78’. Difficile per un Frattesi poter dare il meglio in 10’, discutibile che siano solo le ammonizioni a dettare i cambi. L’Inter deve aspettare l’ultima contro il Verona per avere la certezza del titolo d’inverno. Se lo merita, ha dimostrato di essere più forte di tutti. Ha il miglior attacco, la miglior difesa, il portiere con più clean sheet (Sommer, 12) e l’attaccante con più gol (Lautaro, 15). Ma, con tutti questi super numeri, ritrovarsi addosso, a soli 2 punti, l’umanissima Juve di Allegri che ha segnato 16 gol in meno, potrebbe risultare un filo frustante e, al contrario, caricare i bianconeri che vivono di motivazioni feroci. Non si critica una squadra che può virare a 48, ma forse avrebbe dovuto credere alla fuga con più cattiveria. 

Foto Alessandro Garofalo/LaPresse 29 dicembre 2023 Napoli, Italia sport calcio Napoli vs Monza - Campionato di calcio Serie A TIM 2023/2024 - stadio Diego Armando Maradona Nella foto: Walter Mazzarri allenatore (SSC Napoli); December 29 , 2023 Naples, Italy sport soccer Napoli vs Monza - Italian Football Championship League A TIM 2023/2024 - Diego Armando Maradona stadium. In the pic: Walter Mazzarri coach (SSC Napoli);

fiorentina e napoli

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La Fiorentina si è addormentata su un morbidissimo quarto posto Champions. La terza vittoria consecutiva di corto muso (1-0) nasconde forse un balzo di personalità per una squadra che era abituata ad imporsi solo dominando e che ora invece sa farlo anche soffrendo, come successo ieri contro un buon Toro che, specie nel primo tempo, ha tenuto a lungo il pallino e sfiorato il gol. Oggi il Bologna gioca a Udine per riprendersi il nobile giaciglio, ma la Viola comunque ripartirà nell’anno nuovo con l’entusiasmo a mille: ha 10 punti in più di un anno fa e ha agganciato il Milan che oggi prova a rispondere. Triste invece il congedo del Napoli dal generoso 2023 che ha regalato uno scudetto storico. Da maggio non sembrano passati mesi, ma un’era geologica. Al posto della splendida macchina da gioco di Spalletti c’è un gruppo spaurito e confuso, giocatori smarriti, come turisti senza mappa in una città sconosciuta: dove andare? Cosa fare? Palla a Kvara e speriamo. Buon per Mazzarri che Pessina abbia sbagliato un rigore. Oggi il Napoli, avvicinato dalla Lazio che ha battuto il Frosinone, può essere sorpassato dall’Atalanta e ritrovarsi 8°, fuori dall’Eurozone. Un anno fa era primo con 19 punti in più. Festa finita. Senza Osimhen, la nottata potrebbe non essere breve.

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