Inter, dalla difesa a Lukaku. I due trend da invertire con il Lione

Il test di stasera contro i francesi servirà per valutare i progressi del reparto arretrato, rimasto imbattuto solo una volta su sei confronti disputati da inizio preparazione. C’è attesa anche per il ritorno al gol del belga, finora a segno solo contro Milanese e Novara

L’Inter che affronta questa sera il Lione punta al deciso cambio di passo e di ritmo. Dopo il rodaggio accumulato finora, Inzaghi confida di vedere una squadra senz’altro più veloce e reattiva, magari senza quei difetti evidenziati finora. A fare da contraltare alle tante note positive registrate in tre settimane di lavoro, dal sorprendente inserimento di Asllani fino al famelico fiuto di Lautaro (autore di ben quattro doppiette), c’è infatti qualche cortocircuito ancora da registrare. Semplici meccanismi da limare a fronte di segnali che non devono necessariamente allarmare, ma che vanno comunque tenuti in considerazione e soppesati. Le note da affinare, si spera già a partire da questa sera a Cesena, riguardano il pacchetto arretrato, finora perforato in cinque occasioni su sei, e la scarsa vena realizzativa di Lukaku, al momento fermo a due sigilli.

DIFESA DA REGISTRARE

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Prima di tutto la difesa, perché negli ultimi anni ha sempre rappresentato una solida garanzia. Nei sei test realizzati finora, i nerazzurri hanno mantenuto la porta inviolata solo nella prima uscita contro i dilettanti della Milanese, incassando invece sei reti nei successivi cinque confronti con Lugano, Novara, Monaco (due gol presi), Lens e Pro Sesto. Sulla carta, per quanto pesi il fatto di non aver mai potuto schierare la difesa titolare, è il peggior rendimento estivo per i nerazzurri nelle ultime quattro stagioni: sei furono infatti le reti incassate nella prima preparazione sotto la guida di Conte, ma contro avversari decisamente più impegnativi (United, Juve, Psg, Tottenham e Valencia). Zero invece le reti subite nelle due amichevoli estive della stagione successiva (quella dello scudetto), contro le due incassate la scorsa estate contro il Lugano prima di collezionare tre match consecutivi senza incassare gol. Adesso che la difesa ha ritrovato anche Skriniar, che ha potuto mettere i primi 45′ nelle gambe giovedì contro la Pro Sesto, Inzaghi conta di tornare a vedere il fortino di qualche mese fa. Un fortino, peraltro, da rafforzare ulteriormente con quel vice De Vrij che dovrà completare il mercato in entrata.

LUKAKU

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L’altro ingranaggio da registrare riguarda il processo di (re)inserimento di Lukaku, che finora ha lanciato segnali contrastanti: il feeling con Lautaro è rimasto intatto così come la voglia di lottare e sacrificarsi per i compagni, ma al belga sta mancando ancora qualcosa in zona gol. Le sole due reti realizzate finora, peraltro contro avversari “morbidi” come Milanese e Novara, risultano un bottino troppo esiguo, soprattutto a fronte della scarsa presenza sotto porta. Sarà perché per il momento Big Rom sta lavorando più sui movimenti, lavoro di cui sta evidentemente beneficiando il Toro, alcuni errori nelle ultime uscite, soprattutto quelle contro Monaco e Lens, hanno tradito ancora qualche residuo di ruggine dalla scorsa stagione. Il fisico imponente del belga richiede senza dubbio più tempo del solito per entrare a regime, ma l’approssimarsi dei primi impegni ufficiali impone una decisa accelerata. Perché va bene un Toro scatenato ma, per volare in alto, l’Inter non può prescindere dai gol di Big Rom.

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