Inter da rilanciare? Ci pensa capitan Lautaro. Se non c’è D’Ambrosio, la fascia è sua

Con Handanovic e Brozovic acciaccati e Skriniar squalificato, il Toro con ogni probabilità sarà capitano: ripartire per lui e i nerazzurri è cruciale, poi ci sono Atalanta e Milan…

Senza lo squalificato Milan Skriniar e con Brozovic e Handanovic out perché non ancora al top, domani a Cremona Lautaro Martinez indosserà la fascia da capitano dell’Inter se tra i titolari non ci sarà Danilo D’Ambrosio. Non sarebbe la prima volta. Il Toro ha iniziato da capitano la gara di Champions dello scorso 1 novembre sul campo del Bayern Monaco. E si è messo la fascia al braccio anche lunedì scorso, quando lo slovacco è stato espulso per doppia ammonizione. Per l’argentino, che si è legato al club di viale della Liberazione fino al 2026, essere capitano è un riconoscimento importante complici le sue 208 presenze con la maglia nerazzurra. La linea gerarchica, dettata dal numero delle partite e dall’anzianità… interista, è chiara ovvero Handanovic, D’Ambrosio, Brozovic, Skriniar e Lautaro. Dunque, se Inzaghi sceglierà per completare la difesa Darmian (con Dumfries largo a destra), il Toro indosserà la fascia. Per quel che riguarda lo slovacco vedremo quello che succederà sia in tema mercato (arriverà un’offerta convincente del Psg?) sia in tema di decisioni del club (se rimarrà, i dirigenti gli faranno ancora portare la fascia come accaduto contro l’Empoli? Il suo agente Roberto Sistici non aveva ancora rilasciato la “poco gradita” intervista a Telenord). Sul futuro del campione del mondo invece ci sono meno interrogativi: l’Inter vuole farne un punto di riferimento e anche la prossima estate non lo lascerà partire, se non di fronte a un’offerta irrinunciabile e alla volontà del diretto interessato di accettarla.

SERVONO I GOL

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Lautaro ha iniziato il 2023 in nerazzurro con quattro reti, due in campionato, una in Coppa Italia e una in Supercoppa italiana. Il tutto in sei presenze. Se in passato il suo tallone d’Achille è spesso stata la continuità in fase realizzativa, adesso è tornato dal Qatar con una forza mentale impressionante. E la sta facendo pesare in campo. I compagni avvertono che il Toro è ancora più forte e convinto dei suoi mezzi. La stessa cosa la percepiscono gli avversari, che lo vedono con la faccia più cattiva e con la mira giusta. L’obiettivo è superare i 25 gol firmati la passata stagione, per “Lauty” la più prolifica della carriera. E’ a quota 12 al giro di boa del campionato, con il cammino ancora in corso sia in Champions sia in Coppa Italia. In quest’ultima competizione è atteso martedì dall’Atalanta, mentre in Europa l’avversario sarà un Porto temibile, ma neppure insuperabile (andata il 22 febbraio a San Siro). Prima di tutto però ci sono il campionato e la trasferta di domani a Cremona da non fallire per non far prendere una piega ancora peggiore alla classifica.

CHAMPIONS A TUTTI I COSTI

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Non c’è solo la società che vuole a tutti i costi uno dei primi quattro posti. Anche Martinez non prende in considerazione l’ipotesi di non giocare il prossimo anno nella coppa europea più prestigiosa. In Champions non ha certo numeri invidiabili visto che nelle ultime 21 gare ha battuto il portiere avversario solo 3 volte. Al di là della sua volontà di migliorare certe statistiche già quest’anno negli ottavi (nella fase ad eliminazione diretta ha segnato la prima volta lo scorso 8 marzo ad Anfield contro il Liverpool), non si vede a giocare l’Europa League. Lui che a Doha ha alzato la Coppa del Mondo ed è convinto di aver fatto un salto in avanti a livello di carriera. Non contempla passi indietro e dunque ha intenzione di dare il massimo per guadagnarsi la Champions. La coppa alla quale non vuole proprio rinunciare.

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