Inter, con la Supercoppa si paga Buchanan. Inzaghi punta al record

L’Inter punta ad alzare la sua terza Supercoppa italiana consecutiva per… ripagarsi Tajon Buchanan. La squadra nerazzurra ieri pomeriggio intorno alle 15 è partita alla volta di Riad – il gruppo è volato con Qatar Airways, da metà novembre partner del club, ma destinato a diventare main sponsor sulla maglia dalla stagione ’24-25 per una cifra vicina ai 20 milioni -, dove venerdì affronterà alle 20 italiane la Lazio nella seconda semifinale della nuova Supercoppa italiana (la prima vedrà in campo Napoli e Fiorentina domani sera).

Una competizione a cui tiene molto Simone Inzaghi che l’ha già vinta quattro volte e in caso di nuovo successo diventerebbe il primatista assoluto del trofeo allungando su due mostri sacri come Lippi e Capello. Chiaramente anche il club tiene a difendere il titolo vinto nelle ultime due edizioni, anche se l’obiettivo primario rimane lo scudetto della seconda stella. Ma un motivo in più, mai banale, per provare a vincere la terza Supercoppa consecutiva – come fatto dal Milan fra il 1992 e il 1994 -, è pure economico. Certo, questo trofeo non varrà i denari che dispensa la Uefa con la Champions, ma battere la Lazio e poi una fra Napoli e Fiorentina potrebbe portare nelle casse del club di Zhang ben 8 milioni (le due squadre che perderanno in semifinale incasseranno 1.6 milioni, mentre la finalista sconfitta ne prenderà 5).

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Inter, la vittoria ripaga Buchanan

Dunque, vincendo la coppa l’Inter si ripagherebbe il proprio mercato di gennaio. Buchanan, chiaramente convocato e pronto a esordire dopo aver fatto la sua prima apparizione in panchina sabato scorso a Monza, è stato infatti acquistato dal Club Bruges per 7 milioni più 3 di bonus. L’Inter punta molto sull’esterno canadese, è stato seguito per oltre un anno, è il giocatore individuato per offrire a Inzaghi una variante tecnico-tattica diversa. Inoltre un suo inserimento positivo nel gruppo e nei meccanismi della squadra, potrebbe anche permettere alla dirigenza di valutare con maggiore “serenità” l’eventuale cessione in estate di Dumfries, il cui rinnovo è in salita.

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