Inter, caccia al tesoro per finanziare il mercato

MILANO – Sta per scattare la caccia al tesoro. Per il prossimo mercato, come abbondantemente emerso, l’Inter non avrà la necessità di cedere per sistemare i conti. Ogni eventuale uscita, dunque, servirà solo per sostenere il mercato, che comunque non potrà avere saldo negativo. Significa che, per agganciare certi obiettivi, occorrerà comunque mettere insieme risorse supplementari. La base di partenza, ovvero il terzo nome che, nei piani di viale Liberazione, si andrà ad aggiungere a Taremi e Zielinski è Bento, portiere dell’Atletico Paranaense. E, per il suo cartellino, non si dovrebbe andare oltre i venti milioni. Per attaccante – è la richiesta di Inzaghi, che punta ad averne cinque in rosa – ed eventualmente difensore, se di alto livello, l’asticella si dovrà alzare ancora di più. Per Gudmundsson, a esempio, si superano i trenta milioni. Mentre per Buongiorno, al di là della forte concorrenza del Napoli, al Torino sarebbero arrivate proposte ancora più importanti: i granata partono da 45 milioni. 

Gli estremi dell’Inter

Insomma, come si può intuire, per puntare su certi obiettivi, o a profili equivalenti, il tesoretto da raccogliere dovrà essere ricco e abbondante. E per evitare sacrifici – a prescindere da Dumfries non considerato tale – dunque, toccherà nuovamente al trio Marotta-Ausilio-Baccin ottenere il massimo da esuberi e giovani, che hanno trascorso l’annata in prestito. L’Inter ne ha diversi, di entrambe le categorie. Il problema è che non tutti hanno mercato. Da questo punto di vista, gli estremi possono essere considerati Valentin Carboni, da un lato, e Correa, dall’altro. L’argentino, infatti, è il gioiellino più brillante. Al Monza, dove ha giocato in prestito in questa stagione, ha messo in mostra alcuni dei suoi colpi, tanto che la Fiorentina, a gennaio, aveva messo sul tavolo una ventina di milioni per acquistarlo subito, incassando, però, il no dell’Inter. Concluso il campionato, Carboni tornerà alla Pinetina, ma non per restarci. Da capire se partirà nuovamente in prestito, oppure definitivamente. In caso di offerta superiore ai trenta milioni – qualche club di Premier potrebbe farsi avanti – è difficile che in viale Liberazione resistano. Anche perché, a quel punto, i margini di manovra sul mercato si amplierebbero eccome. Correa, invece, è reduce da un’altra stagione deludente in Francia. L’Inter incrocia le dita e spera che il Marsiglia vinca l’Europa League, guadagnandosi il pass per la Champions. In questo modo, il riscatto del Tucu diventerebbe obbligatorio e nei forzieri di viale Liberazione finirebbero dieci milioni. In caso contrario, l’argentino potrebbe trasformarsi in un bel peso, avendo anche il contratto in scadenza nel 2025.

Gli altri

Di casi e scenari, comunque, ce ne sono diversi. Perché se è impossibile che il Bournemouth riscatti Radu, il Siviglia, invece, per Agoume, un pensierino lo sta facendo: a quattro-cinque milioni, però, non certo agli otto fissati negli accordi. Satriano, protagonista al Brest, ha attirato le attenzioni del Valencia. Mentre se la Sampdoria (occhio a Filip Stankovic) dovesse salire A, sarebbe obbligata a pagare sette milioni per l’acquisto di Sebastiano Esposito. In bilico ci sono pure Oristanio (il Cagliari può prenderlo per quattro milioni, ma l’Inter può controriscattarlo) e Vanheusden, per cui lo Standard Liegi non esclude di investire qualcosa, seppure meno dei sette milioni previsti. E, infine, Zanotti, di rientro dal San Gallo, verrebbe coinvolto nell’operazione Gudmundsson: il suo cartellino, infatti, coprirebbe il prestito iniziale, a cui sarebbe aggiunto l’obbligo di riscatto. 


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