Inter, asso Calhanoglu: è il jolly per lo scudetto

La stagione con grandi numeri che ha vissuto finora non gli basta. Hakan Çalhanoglu vuole con tutte le sue forze mettere la ciliegina sulla torta o, se preferite, la seconda stella sulla maglia dell’Inter. Da sabato scorso è salito in doppia cifra come numero di passaggi vincenti per i compagni (10) e a questi vanno aggiunti i 7 gol firmati in A. A livello realizzato ha fatto meglio solo nel 2019-20 con la maglia rossonera (9 centri), ma globalmente è questa con ogni probabilità la miglior stagione del turco da quando è arrivato in Italia. Lo sarà a maggior ragione se il suo contributo risulterà determinante anche nelle ultime giornate per mettersi alle spalle il Diavolo e celebrare lo scudetto bis. Che poi per lui sarebbe il primo visto che lo scorso anno era dall’altro lato del Naviglio. A veder festeggiare gli uomini di Conte. Adesso spera che la scena non si ripeta: non vuole essere ancora sul secondo gradino del podio, mentre gli altri, che sarebbero i suoi ex compagni, alzano la coppa di campioni d’Italia. Niente di personale nei confronti di Romagnoli e compagni, con i quali ha tutt’ora un ottimo rapporto, ma a 28 anni, con la qualifi cazione al prossimo Mondiale sfumata e in bacheca solo la Supercoppa Italiana strappata a gennaio alla Juventus, Çalha vuole un successo da ricordare che gli cambi la carriera. Ecco perché stasera a Bologna sarà più determinato che mai.

L’Inter e il fattore turco

C’è tanto di Hakan nella rinascita dell’Inter dopo il blitz dello Stadium. Nelle cinque vittorie fi late, Coppa Italia compresa, il turco ha dato un apporto tangibile non solo come reti (suo il rigore realizzato a Torino che ha affondato la Juve) e assist (uno più il corner del 3-0 contro la Roma): anche nelle gare contro Verona, Spezia e Milan la sua presenza in mezzo al campo è stata fondamentale per aiutare il palleggio e spezzare la manovra avversaria. Ha acquisito una completezza in entrambe le fasi, una continuità e una maturità che in passato non aveva. Merito di Inzaghi, che stravede per lui esattamente come Pioli, ma che probabilmente, pur avendolo arretrato di qualche metro rispetto al passato, lo ha fatto sentire davvero insostituibile e inamovibile nel suo scacchiere tattico. Çalhanoglu ha capito che l’Inter dipende molto da lui, dal suo estro e dalle sue geometrie. E siccome questo è il momento decisivo, vuole lasciare il segno. Per giustificare l’investimento dei dirigenti di viale della Liberazione che lo scorso giugno, quando il Milan non accontentava le sue richieste economiche (non ha gradito aff atto il tira e molla durato mesi…), lo hanno strappato alla concorrenza facendogli fi rmare, da parametro zero, un contratto triennale da 4 milioni netti più uno di bonus per sostituire Eriksen.

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La rivincita di Çalhanoglu

Il numero 20 contro il Bologna non ha mai perso: cinque successi e un pari nelle sei gare in cui è stato in campo. Ai rossoblù ha firmato anche due reti, entrambe con la maglia rossoblù perché nel 6-1 dell’andata, il 18 settembre, era rimasto in panchina a tirare il fiato dopo il ko di tre giorni prima contro il Real e in vista della successiva trasferta di Firenze. Stavolta, nonostante in campionato abbia saltato l’ultima sfi da il 9 gennaio con la Lazio (per squalifi ca), sarà regolarmente titolare. Perché a Çalha, Inzaghi non rinuncia. Figuratevi adesso che il campionato è in un momento decisivo e che le motivazioni del turco ex Milan possono essere determinanti. A differenza di Dzeko e dei protagonisti dello scorso scudetto, non saprà come si vince un campionato, ma ha tanta voglia di farlo. Hakan è pronto e in questi giorni ha scaldato il piede sulle punizioni. Davanti alla tv dall’ospedale lo guarderà il Re dei calci piazzati, Sinisa Mihajlovic. Uno stimolo in più. Se ce ne fosse bisogno…

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