Inter, adesso è all-in a sinistra. Piace Kostic

In casa nerazzurra prosegue la caccia al vice Perisic, unica possibile operazione entro fine mese. Sfumato Digne, si studia un ultimo tentativo per il serbo o Bensebaini

La rotta del mercato nerazzurro procede senza variazioni quando siamo a un passo dal giro di boa. Gli obiettivi in casa Inter sono gli stessi su cui la dirigenza lavora ormai da qualche settimana, ma il tempo si assottiglia e gli scenari rischiano di cambiare.

Nell’ultimo mese, ad esempio, sono cambiate priorità e strategie, un po’ per quello che ha detto il campo dopo il girone d’andata e (tanto) per le indicazioni che nel frattempo ha fornito Inzaghi dopo sei mesi al timone. Non solo, rispetto a qualche mese fa c’è anche una situazione finanziaria più rosea e un piano pluriennale di rilancio più definito (che conoscerà il prossimo passo a breve con l’emissione di un nuovo bond da 400 milioni di euro), motivi per cui è possibile fare progetti a breve-medio termine anche sul mercato.

Posto che le risorse al momento restano limitate e che qualsiasi eventuale arrivo è subordinato a uno o due addii, l’Inter continua a lavorare su più tavoli senza perdere la speranza di regalare subito un rinforzo al tecnico. Andando per ordine, questa è la situazione reparto per reparto.

Attacco

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È il caso più emblematico di come le strategie possano cambiare radicalmente nel giro di poco tempo. Se fino a novembre sembrava il reparto in cui intervenire con più urgenza, negli ultimi giorni Inzaghi ha chiuso ogni discorso sottolineando che “l’attacco è a posto così”. La “resurrezione” di Sanchez ha spazzato via i dubbi relativi al quarto attaccante e all’adeguatezza dei ricambi da alternare alla “DzeLa”. Resta da risolvere il problema del vice Dzeko, ma la soluzione può essere rimandata di qualche mese. Anche perché, considerata la volontà di assicurarsi un elemento buono anche in prospettiva, richiederà con ogni probabilità un investimento importante. Ecco quindi entrare in gioco i nomi di Scamacca e Alvarez, i talenti su cui la dirigenza scommetterebbe a occhi chiusi. Per il primo, la coppia Marotta-Ausilio sta cercando di assicurarsi quantomeno un corridoio preferenziale in vista della prossima estate, in piena lotta con la Juve che invece lo vorrebbe subito: se il Sassuolo resisterà all’assalto dei bianconeri, le probabilità di vedere Scamacca in nerazzurro in estate subiranno un’impennata.

Simile il discorso per l’argentino, che diventerebbe un obiettivo concreto solo se resisterà nelle prossime due settimane alle avances ricevute da mezza Europa: in estate, i 20 milioni previsti dalla clausola risolutiva del contratto con il River non sarebbero un ostacolo insormontabile. Nel frattempo, nei prossimi mesi ci sarà modo di valutare l’eventuale crescita di Pinamonti e soprattutto di Satriano, sul punto di trasferirsi al Brest per raggiungere Agoume: l’uruguaiano partirà comunque con la formula del prestito secco per accumulare esperienza (avrebbe ricevuto garanzie di impiego) e fare rientro a fine stagione.

Centrocampo

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È il reparto in cui sono in atto le manovre più importanti, perché è risaputo che Inzaghi e il suo staff abbiano individuato nell’esterno sinistro l’unica pedina prioritaria da aggiungere alla rosa. In cima alla lista dei desideri, considerate anche le relative situazioni contrattuali, ci sono sempre Kostic e Bensebaini (entrambi in scadenza a giugno 2023), ma convincere i rispettivi club ad accettare una cessione in prestito è impresa ardua. Per entrambi i giocatori, valutati tra 10 e 15 milioni, se ne riparlerà probabilmente fra qualche mese, ma Marotta e Ausilio proveranno comunque a fare un ultimo tentativo. L’obbligo di riscatto, magari con l’aggiunta di qualche bonus facilmente raggiungibile, potrebbe sbloccare la situazione da un giorno all’altro. Tra i due, il preferito (ma anche il più costoso) è Bensebaini, non fosse altro per ragioni di età (26 contro i 29 del serbo). Qualsiasi altro ragionamento a centrocampo è invece rinviato all’estate. I discorsi sono ben avviati con il Sassuolo per Frattesi, su cui la dirigenza ha accelerato negli ultimi giorni, ma restano caldi anche i nomi di Maggiore e Ricci: la dirigenza cercherà di assicurarsi almeno uno dei due oltre al talento del Sassuolo. Nell’immediato non è invece previsto alcun intervento, salvo che Sensi e Vecino decidano di cambiare aria. In quel caso (difficile), l’Inter ha sempre la possibilità di rituffarsi su Nandez, anche se Inzaghi preferirebbe un profilo più simile a Brozovic.

Difesa

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Situazione mutevole anche in difesa, ma non nell’immediato. C’è da definire la posizione di Kolarov, che potrebbe anticipare l’addio previsto a giugno con la scadenza del contratto, ma non sposta di molto i piani. Le tre coppie di centrali attualmente a disposizione (Skriniar-D’Ambrosio, De Vrij-Ranocchia e Bastoni-Dimarco) danno ampie garanzie a Inzaghi fino a giugno. Dopodiché si tireranno le somme, valutando eventuali ricche offerte ad esempio per De Vrij. Nel caso partisse qualcuno, a maggior ragione se si trattasse di un titolare (eccetto l’incedibile Bastoni), arriverebbe senz’altro un profilo di alto livello. La dirigenza nerazzurra ha già iniziato a muoversi guardandosi attorno. In qualche caso l’Inter ha anche fatto la prima mossa (si veda l’offerta presentata al tedesco Ginter, in scadenza con il Gladbach), in altri mantengono un atteggiamento vigile (sono i casi di Luiz Felipe e Bremer, in scadenza rispettivamente a giugno e nel 2023). Di certo, al momento non c’è la volontà di mettere mani nel reparto che Inzaghi considera il più completo e affidabile. Per l’eventuale occasione “lastminute”, conviene sempre tenere d’occhio Fabiano Parisi (Empoli), elemento che lo staff nerazzurra considera di grande prospettiva, ma a cui difficilmente si potrebbe chiedere di vestire subito i panni del Perisic.

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