Inghilterra, la FA mette un limite ai colpi di testa

Un limite ai colpi di testa: non quelli nella vita privata – a discrezione di ogni calciatore – ma proprio il gesto tecnico. È questa l’idea avanzata dalla Football Association per porre un freno a quella che è ormai a tutti gli effetti un’epidemia di demenza senile, di cui soffrono sempre più ex calciatori. Le restrizioni in arrivo saranno rivolte in particolare agli allenamenti che prevedono intense esercitazioni con la testa, come dichiarato da Charlotte Cowie, responsabile medico della Federcalcio inglese.

“Un freno a pratiche inappropriate”

La dottoressa Cowie ha spiegato al Telegraph che proprio i colpi di testa sarebbero “tra i fattori di rischio più probabili” nel causare tra gli ex professionisti l’insorgere di patologie come la demenza senile. Sul nuovo protocollo sta lavorando una commissione guidata dalla Premier League, che comprende FA, PFA, Women’s Super League e English Football League. “Vogliamo fare in fretta ma bisogna raccogliere più prove prossibili, prima di mettere in atto le nuove linee guida – ha aggiunto Cowie – Bisogna mettere un freno agli allenatori eccessivi, e sappiamo che esistono. Sono quelli che magari fanno allenare i loro giocatori con i colpi di testa per oltre 45 minuti: queste pratiche sono inappropriate”.

Ex calciatori e demenza senile

Il Daily Mail aveva condotto un’inchiesta che metteva in luce come ad un alto numero di calciatori che giocavano negli anni ’90 sia stata poi diagnosticata la demenza in età avanzata. Tra le icone del calcio inglese che hanno sofferto di questa patologia, anche Sir Bobby Charlton, eroe del Mondiale 1966. Il provvedimento segue la decisione di autorizzare due sostituzioni, in aggiunta a quelle ordinarie, in caso di commozione celebrale in campo

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