Inchiesta Corsport: il Trastevere può salire in C ma Roma non sa dargli uno stadio

Un anno fa l’Ostiamare, che provava a salire in Serie C sapendo di non avere un impianto dove andarla a giocare. I suoi tifosi esposero uno striscione che diceva “Ostia merita uno stadio”. Non sono arrivate, la C e lo stadio, forse l’una perché mancava l’altro. Un anno dopo il Trastevere. Stessa marcia trionfale, forse migliore, stesso mancanza. Lo stadio. Quello immerso dentro Villa Pamphili, sove la squadra di Pirozzi gioca la gare in casa, non potrebbe mai essere riadattato. Ma non è l’unico: perché questo è il paradosso della Capitale: ci sono gli impianti, adeguarli è impossibile.

Il nostro viaggio ne ha scandagliati sette: dal Flaminio al Tre Fontane, da Casal del Marmo al Francesca Gianni, dall’Anco Marzio a Tor Sapienza. Belli a metà perché impossibili, ognuno per uno o più motivi. Fino al “vecchio” stadio degli Eucalipti, oggi “Berra”, lui possibile, sì, ma ci vorrà un anno e mezzo. Tardi.

E il Comune in scadenza che fa? Ora quello che può, compreso un incontro a strettissimo giro tra l’Università Roma Tre, concessionaria degli Eucalipti, e il Trastevere del presidente Betturri che ha in mano una promessa scritta per usufruire di quell’impianto. Tutto questo nel viaggio che vi raccontiamo in due pagine sul giornale di domani.

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