In 55mila a San Siro per spingere l’Italia alla vittoria. Donnarumma, fischi e applausi

Il portiere, entrato in campo per il riscaldamento per primo insieme a Meret e Vicario, è stato incitato da una parte dello stadio, ma ci sono stati anche fischi.

Andrea Ramazzotti

12 settembre – milano

Saranno oltre 55.000 i tifosi che proveranno a  spinge l’Italia verso la prima vittoria dell’era Spalletti per avvicinare la qualificazione al prossimo Europeo. La prevendita ha accelerato nella giornata odierna quando sono stati acquistati oltre 8.000 tagliandi. Magari non ci sarà il tutto esaurito, ma il colpo d’occhio sarà discreto anche perché la capienza è stata ridotta per l’occasione da 76.000 a 64.000 chiudendo il terzo anello (ad eccezione del settore ospite, dove gli ucraini saranno 2.300).

GIGIO, FISCHI E APPLAUSI

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Spalletti già ieri in conferenza aveva annunciato che, nonostante l’errore contro la Macedonia, Donnarumma sarebbe stato titolare e la gente lo ha… aspettato al suo ingresso in campo. Tanti gli hanno manifestato vicinanza applaudendolo, ma quando lo speaker ha urlato il suo nome all’inizio del riscaldamento (era insieme a Meret e Vicario), ci sono stati anche dei fischi. Forse di milanisti delusi dal suo addio a parametro zero nell’estate 2021 o forse di tifosi azzurri che ultimamente con la Nazionale non lo hanno più visto parare come all’Europeo. Gigio ha salutato in tribuna e ha fatto finta di non sentire i fischi che ci sono stati anche perché, complice la panchina di Immobile, indossa la fascia da capitano. Il mix di applausi e fischi si è ripetuto alla lettura delle formazioni ufficiali.

EMOZIONE UCRAINA

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Al momento degli inni nazionali solo applausi, di tutto lo stadio, per l’inno ucraino. I giocatori di Rebrov avevano tutti sulle spalle una bandiera gialloblù: è stato un momento toccante con Yarmolenko e compagni che alla fine hanno ringraziato ricambiando l’applauso della gente. Poi l’inno italiano cantato da tutto il Meazza, con una coreografia in curva Nord.

minuto di silenzio

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Prima dell’inizio dell’incontro sarà osservato un minuto di silenzio in onore delle vittime del terremoto in Marocco e dell’alluvione in Libia.

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