Immobile al Besiktas, la frase di Ciro a Lotito e cosa manca per chiudere

ROMA – Ci sono figli, figliastri e prediletti. Ciro al papà della Lazio, se ancora si può definire una famiglia, ha chiesto di essere liberato: «Lasciami andare». Lotito non molla o almeno sino a ieri sera non era ancora stato convinto. E’ tornato l’inflessibile, intransigente e battagliero presidente di vent’anni fa, quando ringhiava a chiunque si avvicinasse a Formello. Chiede 5 milioni per il cartellino di Immobile e promette di non fare sconti, lavorando nell’interesse della società. Di solito prevale il suo punto di vista. Sono separazioni dolorose, estenuanti e combattute sino all’ultimo centesimo, spesso sconfinando negli stipendi ancora da riconoscere. E’ andata così tante volte, anche poche settimane fa con Luis Alberto. Se il figlio è stato “figliol prodigo” in passato, pazienza. L’affetto si cancella in un attimo.

Immobile alla Lazio, fine ciclo

Ciro, senza l’intenzione di rompere con la Lazio nel modo peggiore, ha un’opinione differente. Dopo la Scarpa d’Oro (estate 2020) si poteva trasferire in Inghilterra e guadagnare una barca di soldi, anche 8 o 9 milioni l’anno. Decise di rimanere a Roma perché ci credeva e si sentiva legatissimo alla società, non solo alla città e ai suoi tifosi. In epoche precedenti aveva respinto il corteggiamento del Milan e di un club cinese. Ha scritto pagine memorabili di calcio e abbattuto qualsiasi record. Oggi chiede di andare all’estero e di essere liberato perché non ha più motivazioni, ritiene concluso un ciclo e non si rifiutano certe offerte. Non solo. Per come è andata l’ultima stagione e per le continue allusioni, oltre a una montagna di spazzatura dai social, gli sono state attribuite responsabilità pesanti. E’ stato tirato nel mezzo per le turbolenze dello spogliatoio che avrebbero portato Sarri alle dimissioni. Lotito, parlando a margine della presentazione di Baroni, ha ammainato ogni bandiera. Ha parlato di ringiovanimento e di scelte diverse. A Formello da mesi non vedevano l’ora che Luis Alberto e Immobile se ne andassero. Ora non va più bene? Ci vuole coraggio a sostenere certe tesi.

Immobile al Besiktas: i tempi

Marco Sommella e Alessandro Moggi, i manager, sono da lunedì sera a Roma. Ieri sono stati a colloquio con Fabiani a Formello. Mancava Lotito. In serata erano di nuovo a cena con Ciro. Bisogna agire di diplomazia. Si conosce la richiesta della Lazio: 5 milioni per cedere il centravanti, sotto contratto sino al 2026. Il Besiktas non ha mai presentato un’offerta per un semplice motivo. Ha proposto un triennale a Immobile, 34 anni, nell’ipotesi che sia liberato a costo zero o quasi. Non a caso, il nuovo tecnico Giovanni Van Bronckorst, olandese, si sarebbe orientato anche su Depay, impegnato all’Europeo con gli Orange, svincolato dall’Atletico Madrid e accostato in queste ore al mercato italiano (Roma e Milan come ipotesi formulate dal web). Ciro ha bisogno di chiudere in tempi rapidi. Il Besiktas non lo aspetterà all’infinito. Ieri è scattato il raduno, un aereo sarebbe pronto a portarlo a Istanbul, dove si trasferirebbe con la famiglia. L’opportunità è allettante: un triennale da 5 milioni netti a stagione, un anno in più rispetto al contratto con la Lazio. Qui rischierebbe di sentirsi un peso o di essere sopportato. In Turchia vivrebbe una nuova esperienza per chiudere dolcemente la carriera e misurandosi in un calcio vero. Il via libera consentirebbe a Lotito di risparmiare circa 20 milioni lordi di ingaggio. Ciro ieri era all’Isokinetic per i test atletici. Domani la Lazio vola ad Auronzo. Il capitano spinge affinché sia trovata un’intesa prima che scatti il ritiro sotto le Tre Cime di Lavaredo. Sarebbe auspicabile un congedo senza strappi e con tutti gli onori. 

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