Ilicic regala magie: poker dell’Atalanta a Benevento

Lo sloveno sblocca e ispira, Toloi, Zapata e Muriel chiudono la pratica. Inutile la rete campana di Sau

Dal nostro inviato Andrea Elefante

9 gennaio – BENEVENTO

L’Atalanta non si ferma più: terza vittoria consecutiva, di nuovo un blitz in trasferta che mancava da fine ottobre (a Crotone), anche un prova di maturità, reagendo bene al pareggio, a inizio ripresa, del Benevento. Ma soprattutto: un Ilicic meraviglioso, tornato ai suoi migliori livelli. Un gol, il piede (decisivo) sul 2-1, l’assist per il 3-1 di Zapata e una serie di giocate che sono state un inno al calcio. E l’Atalanta continua la sua scalata a forza di gol: ancora 4, e sono 22 nelle ultime sette partite di campionato. Una macchina.

Le scelte

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Inzaghi perde in extremis anche Caprari (ha accusato un riacutizzarsi di un problema muscolare già avuto a Cagliari) e ai fianchi di Lapadula schiera Improta e Sau, rinunciando anche a Insigne; sulla fascia destra in difesa rilancia Maggio, appena recuperato, e mette Ionita sulla linea dei centrocampisti, assieme a Schiattarella e Dabo, lasciando in panchina Hetemaj. Sulla sinistra c’è Foulon: Barba torna al centro della difesa assieme a Glik. Gasperini risolve l’unico dubbio della vigilia, in difesa, concedendo un turno di riposo a Djimsiti e confermando Palomino sul centro sinistra; per il resto centrocampo titolare, con Pessina alle spalle di Ilicic e Zapata e Muriel (alle prese con un risentimento muscolare) in panchina.

Primo tempo

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Dopo meno di 2′ l’Atalanta ha già messo le cose in chiaro: illuminazione di Ilicic per il taglio di Gosens, che non trova la porta di poco. Improta è assieme a Schiattarella – schermato da Pessina – il centro di gravità del Benevento, ma è costretto a sdoppiarsi: quasi quinto in aiuto a Maggio per contenere la furia del tedesco – che al 12′ ha la seconda chance per sbloccare il risultato, fermata da Montipò – e catapulta per le rarissime ripartenze del Benevento. L’Atalanta in realtà lo schiaccia nella sua metà campo, ispirata da un Ilicic in giornata di grazia, che al 19′ mette sulla testa di Zapata il pallone del possibile 1-0, mirato male. Così è lo stesso sloveno, pochi secondi dopo una parata di Gollini su Lapadula che aveva provato a sorprenderlo fuori dai pali, a occuparsi di “aprire” la partita: approfittando di un errore di Foulon, organizza un’incursione in slalom che lascia sul posto nell’ordine Barba, Sau e Glik e batte Montipò sul suo palo. Solo la sfortuna impedisce a Ilicic di raddoppiare (palo su punizione toccata da Freuler) e solo Montipò nega ancora a Zapata la rete del raddoppio prima dell’intervallo.

Secondo tempo

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Inzaghi cambia faccia al Benevento, inserendo Pastina e passando alla difesa a tre, con Maggio e Improta larghi. L’Atalanta potrebbe subito guastargli i piani, ma Toloi calcia fuori un comodo pallone e due minuti dopo, per uno sbilanciamento di tutta la linea difensiva causato da un’uscita di Romero, Sau si trova solo davanti a Gollini su assist di Pastina, al suo esordio in A. Inzaghi aggiunge le forze fresche di Insigne e Di Serio, la squadra di Gasperini accusa per un quarto d’ora abbondante, ma è ancora Ilicic a togliere coraggio al Benevento: prima costringendo alla parata Montipò, comunque il migliore dei suoi, sulla cui respinta sbuca per il tap in Toloi, con la complicità di Maggio; poi servendo l’assist del 3-1 a Zapata, che segna alle spalle del disorientato Schiattarella. A quel punto inizia lo show finale, a cura di Muriel, che non doveva neanche giocare: per due volte Montipò gli nega il 4-1, che il colombiano trova con un meraviglioso tiro a giro sul palo più lontano.

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